BLOCCARE I PREZZI CONTROLLATI?
E’ COME L’ASPIRINA PER CURARE IL CANCRO, CHE POTREBBE ESSERE CONTROLLATO CON LA LIBERALIZZAZIONE. MA AL CONSUMATORE SOGGETTO ECONOMICO SI CONTINUA A PREFERIRE IL SUDDITO
Firenze, 26 Agosto 2002. Ormai e’ quasi sicuro, dopo le prese di posizione del Governo: i prezzi controllati saranno bloccati. E’ questa la risposta che si intende dare all’aumento dei prezzi che, dopo le polemiche sui dati Istat e la punta di iceberg delle tariffe Rc-auto, quasi tutti danno per un dato di fatto ben oltre i livelli istituzionalmente fino ad oggi indicati.
Se questo sara’ poi l’andazzo delle politiche economiche del Governo, ne vedremo proprio delle belle.
Perche’ dopo che il blocco sara’ levato, cosa succedera’? I prezzi aumenteranno, e sicuramente assorbiranno tutti gli aumenti che non hanno potuto fare in questo periodo. La politica del rimando non ha mai giovato ad alcuno, governanti e consumatori. Perche’, invece di rimandare e guadagnarsi populisticamente qualche simpatia, occorre subito affrontare il problema. Rimandare, inoltre, e’ la premessa per ulteriori politiche di intervento dello Stato sui prezzi piuttosto che sulle cause per cui i prezzi aumentano. Per cui non ci sara’ da stupirsi che queste decisioni saranno occasione per rimandare tutti gli impegni di liberalizzazione e de-statalizzazione dell’economia e del mercato, fino a, magari, recuperare qualche azienda che ha gia’ intrapreso un suo (pur contorto e lento) cammino, tipo Telecom o Enel.
Il cancro (i prezzi che aumentano) non si cura con l’aspirina e, com’e’ noto, non c’e’ ad oggi una cura che possa estirparlo, per cui chi viene colpito da questa malattia deve rassegnarsi a convivere con essa cercando di avere meno male possibile, mentre i medici ottengono buoni risultati con la prevenzione. Che e’ quello che lo Stato dovrebbe fare sui prezzi: politiche per cui non dovrebbero aumentare, senza la pretesa di impedire questo aumento, ma fornendo anche gli strumenti perche’ ognuno possa convivere in questa situazione senza essere costretto a subirla.
Questo significa liberalizzazione e de-fiscalizzazione in ogni settore, in modo che ognuno possa guadagnare rispetto alla qualita’ che offre e lo Stato drenare fiscalmente rispetto a consumi che, per molteplicita’ ed economicita’ dell’offerta, non potrebbero che aumentare.
Cosi’ potrebbe essere per tutte le grandi aziende che oggi sono proprieta’ dello Stato o vedono quest’ultimo partecipare all’azionariato in modo condizionante (per condizionare basta anche un capitale minoritario che, per il potere di golden share, diventa maggioritario). Dall’informazione ai trasporti, dall’energia ai vari servizi. Ma temiamo che politiche in questo senso siano solo tema di dibattiti alle feste di partito e promesse elettorali tradizionali. Che il consumatore non sia al centro delle politiche economiche di questo Governo e di quelli precedenti, non e’ una novita’. Cosi’ come non e’ una novita’ che il consumatore sia considerato un suddito piuttosto che un soggetto. Una pratica economica che ha portato ai risultati di oggi, con l’impazzimento dei prezzi in diversi settori. E che, visto cio’ che ci viene paventato, non puo’ che continuare peggiorando.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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