Martedì 14 luglio 2026
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LA CENSURA DEL SENATO?

Comunicato ·


L’ARROGANZA DELLA RAI?

Firenze, 1 Agosto 2002. Il Senato ha vietato all’emittente televisiva "La7" di mandare in onda il dibattito in diretta in corso in questi giorni, piu’ specificamente sul Ddl Cirami in materia di giustizia. Di conseguenza, il servizio pubblico televisivo ha deciso di coprire questa mancanza di informazione. Se il consiglio di redazione dell’emittente "La7" parla di censura, noi crediamo che sia qualcosa di peggio. La censura e’ un atto limitato che comporta una scelta rispetto ad una legge che lo consente in assenza o presenza di certe prerogative. Ma nel nostro caso a quale legge ha fatto riferimento il Senato? A nessuna, ma solo al suo insindacabile giudizio che, pero’, non puo’ essere in dispregio delle norme e delle liberta’ che lui stesso tutela. Siccome non c’e’ alcuna norma che dica che le sedute non possono essere trasmesse, l’unica risposta e’ che il Senato ha voluto fare un atto di devozione al suo servizio pubblico, alla Rai. Che altrimenti sarebbe stata completamente spiazzata da una emittente privata che svolgeva le funzioni di servizio pubblico, e all’ultimo momento, distraendosi dai livelli dell’audience, ha fatto cio’ che avrebbe dovuto fare fin dal primo momento.
Questa si chiama arroganza. Del Senato che ha autorizzato e all’ultimo momento ha negato. Della Rai che si e’ autocostretta a farlo solo quando si e’ resa conto che ne avrebbe rimesso verso i suoi padroni, cioe’ lo Stato e il Governo. E come tutte le arroganze, chi ci rimette sono sempre i sudditi, in questo caso "La7" e tutti noi che siamo costretti a pagare la Rai per un servizio che da’ di malavoglia e in aperto abuso di posizione dominante sul mercato, anche –come in questo caso- in termini non-economici.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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