CINTURE DI SICUREZZA E CODICE DELLA STRADA
LA DEBACLE DELLO STATO E DELLE AMMINISTRAZIONI: LICENZIARE I RESPONSABILI!
Firenze, 7 Maggio 2002. I dati diffusi oggi dal laboratorio di Epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanita' sulle percentuali di automobilisti che allacciano le cinture di sicurezza sono quantomeno preoccupanti -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- e necessitano di un approccio completamente diverso alla gestione del codice. Un italiano su tre (33%) non allaccerebbe le cinture, con il dato della capitale dove sarebbero il 20%. Cioe' una delle citta' piu' sorvegliate d'Italia, perche' sede di tutto quello che c'e' da controllare, ha un dato percentuale piu' basso anche rispetto al 25% di tutta l'Italia centrale di cui e' parte.
Se pensiamo che sono passati dieci anni dall'approvazione del codice della strada che istitui' l'obbligatorieta' delle cinture, ci sembra che ci sia piu' di qualcosa che non funziona, a livello centrale come a livello periferico.
Noi non siamo dei fanatici delle cinture di sicurezza obbligatorie, perche' crediamo che all'obbligo sui comportamenti individuali potenzialmente dannosi solo a se stessi, sia preferibile l'informazione e le condizioni economiche vantaggiose perche' ognuno poi decida da se'. Ma siamo anche convinti che quando delle norme ci sono, vanno rispettate. Ne va della credibilita' delle istituzioni, nonche' di coloro che fanno le leggi e di coloro che sono preposti al controllo del loro rispetto.
Con i numeri presentatici oggi dal laboratorio di Epidemiologia dell'Iss, ci viene detto non solo che abbiamo toccato il fondo della credibilita' dello Stato nel suo complesso, ma che l'obbligo non e' servito a niente: forse non potrebbero essere le stesse percentuali d'uso in presenza di una buona informazione invece dell'obbligo? E' molto probabile, e se cosi' fosse almeno non avremmo la credibilita' zero delle norme beffate da automobilisti e tutori dell'ordine, quindi un vantaggio rispetto ad oggi.
A questo punto esiste solo un sistema di recupero, drastico, ma probabilmente efficace: il licenziamento (o comunque la rimozione dallo specifico incarico) di tutti i comandanti dei corpi di vigili urbani che, per esempio, non abbiano fatto registrare sul loro territorio percentuali di rispetto come minimo intorno all'80%. Altrettanto per i comandanti della polizia della strada e per i reparti dei Carabinieri addetti allo stesso servizio.
Crediamo sia l'unico metodo perche' ognuno, la prossima volta che viene fermato da un tutore del codice della strada sappia con chi ha a che fare, perche' non si tratterebbe piu' di un complice della violazione delle leggi.
Una conferma, se ne fosse stato ancora bisogno, che nel nostro Paese il problema non e' delle leggi che mancano o che sono troppo blande (vedi gli inutili inasprimenti del nuovo codice della strada che entrera' in vigore il prossimo gennaio), ma del loro rispetto e, soprattutto, della capacita' dello Stato di farle rispettare.
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