Domeniche ecologiche a Padova, il Comune prima di tutto rispetti la legge che gli impone un piano strategico di risanamento dell’aria
Le chiusure del centro storico alle auto sono una festa per gli ecologisti della domenica. Ma queste misure ben poco hanno a che fare con una strategia di rientro nei parametri sanitari degli inquinanti che soffocano la città di Padova, che sono sistematicamente anno dopo anno fuorilegge per polveri sottili, ozono, biossido di azoto e benzoapirene, tanto che la nostra città svetta in Europa tra le più inquinate. Che questa amministrazione non abbia un Piano strategico di risanamento dell’aria di “Padova e dell’Area Metropolitana”, esattamente come da anni la legge impone al sindaco e all’assessore all’ambiente, è reso chiaramente da un comportamento contraddittorio per cui domani, in una giornata in cui l’aria della città è pulita per via delle continue piogge, ci sarà la domenica ecologica, mentre, come è accaduto nell’ultimo mese di dicembre, il Comune organizza marce podistiche nonostante i livelli delle polveri sottili in città superino di più del doppio il limite sanitario di legge e nel corso di un picco di inquinamento acuto persistente per 21 giorni consecutivi. Per gli amministratori della nostra città le cosiddette domeniche ecologiche avrebbero il compito di educare ad uno stile di vita rispettoso dell’ambiente, ovvero un’educazione impartita da coloro che non rispettano la legge nazionale e le direttive comunitarie sulla tutela della qualità dell’aria. Che voto gli diamo?ADUC è indipendente
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