LATTE FRESCO: DA TELENOVELAS A DRAMMA
UN TIRA E MOLLA TUTTO A DANNO DEL CONSUMATORE
Firenze, 1 Giugno 2002. La guerra commerciale tra Granarolo e Parmalat per la presenza sul mercato del latte, e in cui il ministero delle Politiche Agricole ha abboccato giocando un suo ruolo comprimario, sta andando oltre le tinte della telenovelas, assumendo quelle del dramma. Piu' che altro -dice il presidente dell'Aduc, Vinxcenzo Donvito- per i suoi stessi protagonisti, assurti ormai a macchiette di se stessi dopo il valido esempio del ministero.
Cosa e' successo? Oggi sono entrate in forze le menzogne, dello specifico di Granarolo verso Parmalat.
Vediamo come si e' arrivati a questo e, soprattutto, a cosa sta portando questa miserevole messa in scena.
Il Consiglio di Stato autorizza la Parmalat a commercializzare il latte "Fresco blu'", prodotto in Germania con microfiltrazione, in virtu' di una direttiva europea non ancora recepita dalla legislazione italiana. Il concorrente Granarolo non si rassegna e, forte di una sentenza del Tribunale di Bologna, fa sospendere la commercializzazione. Il ministero delle Politiche Agricole che tira il piu' possibile un colpo in la' e un altro in la', senza mai esprimere una posizione precisa, si decide a nominare una commissione che sentenzia la bonta' della microfiltrazione per definire comunque fresco il latte. La Commissione, pero', ha un difetto: ha emesso il suo giudizio su prodotti di laboratorio della Parmalat, preparati per la bisogna, e non su quello che la stessa Parmalat aveva sul mercato. Comunque la strada sembra spianata verso il recepimento della direttiva Ue, anche perche' non ci sembra, come l'Aduc ha piu' volte fatto notare, ci siano alternative. Ieri il ministero, pero', per non smentire la sua lungimiranza che finora si e' espressa non prendendo posizione precisa, fa sequestrare 300 mila incarti del latte "Piu'-giorni" della Granarolo. Nessuno capisce perche' (forse neanche chi ha firmato il verbale di sequestro), in quanto, a parte il marchio ammiccante e -estremizzandolo- ambiguo, non si tratta di un prodotto "fresco", e quindi non violerebbe alcuna norma. Ma la Granarolo, che non ha mai mostrato stile in tutta la vicenda, pur di difendersi comincia a straparlare, accusando la Parmalat di aver prodotto il latte fresco microfiltrato senza alcuna autorizzazione e di averlo commercializzato sempre violando la legge (il latte microfltrato della Parmalat era prodotto in Germania, dove il procedimento e' legale da tempo, e la commercializzazione era stata autorizzata dalla sentenza del Consiglio di Stato). Evidentemente la Granarolo, trovandosi in una situazione come la Parmalat (legale/non-legale con un presunto sopruso subito), come si dice in gergo "ha dato fuori di testa".
La vicenda ci appassiona fino ad un certo punto, perche' e' solo una banale guerra commerciale tra due aziende.
Ma sul campo, colpevole il ministero (inetto per il suo immobilismo, e altrettanto inetto quando si e' mosso come nel caso del sequestro alla Granarolo), rimane il diritto del consumatore italiano. Un soggetto economico mortificato nella sua possibilita' e decisione di scelta rispetto ai suo omologhi europei. Preso letteralmente in giro dalle aziende e dallo Stato, nonche' da chi -la giustizia- dovrebbe tutelarlo (a quando la prossima sentenza di non sappiamo quale tribunale in ottemperanza a questo o a quell'altro principio, sempre rigidamente senza considerare il punto di vista del consumatore?).
Romano Prodi, ci salvi. Se c'e' batta un colpo. Soprattutto sulla testa del ministro delle Politiche Agricole, perche' decida SUBITO nell'unico modo in cui puo' decidere: autorizzare (magari anche ignorando i risultati delle sue ambigue commissioni) produzione e commercializzazione del prodotto microfiltrato con la denominazione di "fresco".
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