GLI OBBROBRI DEL NUOVO CODICE DELLA STRADA
LA FIERA DEI PRIVILEGI E DELLE NON-GARANZIE?
Firenze, 10 Maggio 2002. Lo schema di disegno di legge che comprende il nuovo codice della strada, licenziato dal Governo lo scorso 3 maggio, e che dovrebbe entrare in vigore il prossimo gennaio, non smette mai di stupire -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito. Stiamo parlando di stupore non legato a soluzioni di efficienza e ordine che, facendo tesoro del passato, siano state adottate, ma l'esatto opposto, con, alla fine, la debacle della certezza dei diritti e delle pene.
Dopo lo sconto per le multe a camionisti, tassisti e autonoleggiatori, e la conferma dell'autovelox come strumento non per limitare le infrazioni e la pericolosita' da velocita' eccessiva ma per sanare i bilanci delle amministrazioni comunali, ora e' la volta del ricorso al Comune contro una multa ritenuta ingiusta.
Si tratta della novita' piu' grossa di tutte le nuove norme, perche' se da un lato sveltisce e snellisce la procedura del Comune per andare in giudizio contro chi si oppone alle sue sanzioni (la polizia municipale, quando e' questo l'ufficio che ha comminato la contravvenzione, per esempio, potra' andare in giudizio direttamente con delega e senza avvocato), dall'altro, di fatto, stabilisce che chi si trova con una multa che ritiene ingiusta, debba pagarla e basta. Perche' se e' il Comune che emette la multa e il ricorrente deve fare ricorso allo stesso Comune, non si capisce perche' quest'ultimo debba decidere di avere torto. Qualcuno obiettera' che il Comune e' una pubblica amministrazione, non un privato qualsiasi e che, per questo, si presuppone faccia l'interesse pubblico e non il suo. Pensiero giusto che, pero', fa a cazzotti con i bilanci preventivi dei Comuni che hanno cifre sempre maggiori che dovrebbero derivargli dalle infrazioni al codice della strada. A parte il dubbio gusto e la dubbia legittimita' di prevedere un bilancio economico di un ente pubblico rispetto al livello criminogeno dei propri amministrati, c'e' anche il fatto che un Comune che si rispetti deve cercare di far quadrare i propri bilanci: un incentivo non marginale verso un proprio interesse di parte nel momento in cui deve decidere se incassare o meno dei soldi.
Chi ha concepito i nostri codici aveva previsto queste situazioni, e non a caso aveva organizzato lo Stato in base alla divisione dei poteri, mettendo molta cura, per esempio, che il potere giudiziario fosse ben separato dagli altri: ne andava di mezzo l'indipendenza del giudizio. Che e' proprio quella che viene a mancare nel conferimento al Comune di un potere di decisione sulle multe comminate da lui stesso. Il ritornello non e' nuovo: si iscrive nell'ampio capitolo dove controllori e controllati risultano essere le stesse persone, diffuso soprattutto nel processo italiano di privatizzazione delle grandi aziende di Stato. Ora fa il suo ingresso, dalla porta principale, con una approvazione del consiglio dei ministri, anche nel codice della strada, con l'intento -volenti o nolenti e' comunque cosi'- punitivo e arrogante di una amministrazione pubblica che non tollera di essere messa in discussione.
Soluzioni per migliorare l'esistente ce n'erano, nel rispetto del principio della separazione dei poteri, nella logica del trionfo della giustizia e facendo tesoro di cio' che prima non funzionava: per esempio consentire il ricorso al giudice di pace negli stessi tempi di quello del Prefetto (60 giorni e non 30 com'e' oggi), potendolo presentare al giudice della propria residenza anagrafica (com'e' in qualunque altra contesa) e non obbligatoriamente a quello del luogo dove la contravvenzione e' stata elevata (i ricorsi, per esempio, contro le multe su auto con targhe clonate, non vengono quasi mai presentati, perche' le spese per presentare ricorso a Napoli -dove il fenomeno e' diffuso- e presenziare direttamente alle udienze, sono superiori all'importo della multa, e le targhe clonate che girano a Napoli, come minimo sono di Vercelli). Gli uffici dei giudici di pace, per evitare di peggiorare la gia' difficile situazione di intasamento che oggi stanno vivendo, potrebbero essere potenziati e si potrebbero istituire delle speciali sezioni dedicate solo per le infrazioni al codice della strada.
Ma tutto questo non si e' fatto, preferendo codificare privilegi e non-garanzie. Volendo, chi ci governa e chi fa le leggi, e' ancora in tempo per rimediare.
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