Mercoledì 15 luglio 2026
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OTTO PER MILLE AI COMUNI?

Comunicato ·


L'AVIDITA' DELLA FISCALITA' LOCALE NON HA LIMITI

Firenze, 22 maggio 2002. Quattro consiglieri Ds, Ercole Toni, Giorgio Pighi, Antonio Nicolini e Giuseppe Campana del Comune di Modena, hanno presentato un ordine del giorno affinche' il loro Comune si faccia promotore, presso l’Associazione dei Comuni Italiani e la Lega delle Autonomie locali, di un’iniziativa volta a modificare la Legge nazionale sulla destinazione dell’otto per mille dell’IRPEF. "Riteniamo ­si legge nell’odg- che in un momento di minori trasferimenti dello Stato ai Comuni, la somma che si puo' ricavare e che sara' destinata inderogabilmente per attivita' di interesse sociale o umanitario per i propri cittadini in stato di bisogno, possa in parte recuperare fondi indispensabili nel proseguimento delle politiche del Walfare (ndr: sic!), oltre che essere di stimolo alle amministrazioni per una gestione sempre piu' "virtuosa" che alla fine trovera' riscontro nelle adesioni dei suoi cittadini contribuenti".
E' importante che in questo momento -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- ci si confronti su questo argomento, perche' e' in questi giorni che siamo tutti obbligati a dare l'otto per mille dei nostri contributi alle Chiese privilegiate che sono riuscite a convenzionarsi con lo Stato per avere questo storno, o allo stesso Stato che, poi, ne gira una buona meta' alla Chiesa Cattolica Romana (l'ampia documentazione in materia che abbiamo prodotto si puo' trovare all'indirizzo Internet clicca qui ).
E tutte le varie posizioni vengono alla luce del sole con lo stesso metodo: prelevare soldi al contribuente raccogliendo in ogni occasione che si possa presentare utile. E' questo lo spirito che deve aver animato i quattro consiglieri comunali di Modena che stimano il loro Comune piu' bravo di qualsivoglia confessione religiosa o dello stesso Stato nelle politiche che loro chiamano "Walfare", ma che la legge, per le competenze destinate allo Stato (presumibilmente piu' assimilabili a quelle di un Comune che non quelle di una qualsivoglia confessione religiosa) chiama "…interventi straordinari per fame nel mondo, calamita' naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali …".
Sara' bene ricordare (dati 1999) che solo il 45,49% dei contribuenti ha espresso una scelta. L'altro 54,51%, non esprimendosi, cosi' come prevede la legge, ha visto il proprio otto per mille distribuito nello stesso modo di chi si era espresso: quindi una massa non indifferente di soldi la cui destinazione e' decisa da poco meno della meta' dei contribuenti. E i nostri modenesi devono ben conoscere questo meccanismo, per cui hanno ben pensato di rimpinguare le casse della loro amministrazione con questo "metodo da manna" che consente di incassare anche i soldi di chi non vorrebbe darli.
Niente di nuovo per il contribuente. Le tasse locali picchiano duro sulle sue tasche. Province, Comuni e Regioni, nei quattro anni dal 1999 al 2002 compreso, hanno assorbito risorse per 73 miliardi di euro, con una crescita di oltre il 31%. E' l'effetto del decentramento e della "responsabilizzazione" degli enti locali. Che i consiglieri di Modena vorrebbe estendere al loro concetto di Walfare.
Qualcuno potrebbe chiamarla come una sorta di partita di giro, perche' sono soldi che comunque uscirebbero dalle tasche dei contribuenti ed entrerebbero in quelle previste dalla legge. Ma colpisce la solerzia e l'impegno, non per venire incontro a chi (come la maggiorparte degli italiani) non vorrebbe neanche sentirne parlare di questo storno obbligatorio, ma per arraffare il possibile. Un bell'esempio di "buona amministrazione dalla parte del cittadino" (inteso come suddito, ovviamente), con un effetto di estensione anche al Comune dell'odio che ogni persona con un minimo di senso civico e ragionevole porta verso queste forme di vessazione e arroganza.
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