Padova, aria satura di polveri sottili e il Comune noncurante organizza corse podistiche
Tutti, medici e ricercatori, sono concordi sul fatto che lo sport faccia bene, aiuti a prevenire le malattie e doni a chi lo pratica benessere psicofisico. Ma farlo nelle nostre città immersi in un’aria satura di inquinanti è quanto di più sbagliato si possa fare. E se a sbagliare è un’amministrazione che già sconta il primato di città tra le più inquinate a livello europeo la leggerezza e noncuranza è doppiamente grave, perché organizza marce podistiche in giornate di massimo inquinamento da polveri sottili esponendo ad un danno certo gli sportivi che vi partecipano: da due giorni i livelli di polveri sottili in città superano del doppio i limiti sanitari imposti dalla legge. Quando si corre, infatti, aumentano il battito cardiaco e la ventilazione polmonare, cioè il numero dei respiri al minuto: in questo modo si inspira più aria e dunque una maggiore quantità di polveri. Un adulto respira in media dai 6 ai 9 litri di aria al minuto che aumenta fino a 60, 80 litri durante una corsa. Ma non respira solo aria bensì polveri sottili, biossido di azoto, benzoapirene e altre sostante inquinanti. Poi, va considerato che chi fa sport solitamente respira con la bocca e in queste condizioni il filtro naturale rappresentato dal naso viene a mancare e ci si espone a rischi maggiori. Come ogni giovedì si è svolta la corsa lungo le strade cittadine. Corri X Padova è un'iniziativa lodevole che ha visto lo scorso anno la partecipazione di oltre 4300 persone, che però non dovrebbe diventare un pericolo per la salute di chi vi aderisce. Di sicuro l’assessore allo sport non legge i rilevamenti quotidiani pubblicati sul sito dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale e le previsioni per i giorni successivi delle polveri sottili, così da spostare, eventualmente, la manifestazione in giornate piovose o ventose, le sole condizioni in cui è meno pericoloso praticare jogging in città. Ma del resto, cosa ci si può aspettare da un’amministrazione che da otto anni non si è ancora dotata di un Piano di risanamento dell’aria conforme alla legge; che non ha un disegno strutturale di rientro degli inquinanti nei parametri sanitari e perciò condanna la popolazione a respirare un’aria sempre più carica di polveri sottili, benzoapirene, biossido di azoto, ozono. Molto semplicemente: da chi amministra la nostra città pretendiamo il rispetto della legge.
* delegata Aduc Veneto
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