IL PASTICCIO DELLE NUOVE NORME DEL CODICE DELLA STRADA
PORRE RIMEDIO ALL’ATTUALE "SCHIFEZZA GIURIDICA"
Firenze, 4 Luglio 2002. Il disegno di legge n.121 che il Governo aveva varato lo scorso 20 giugno (in vigore dal 22), meglio conosciuto come quello dei "fari accesi in autostrada", e’ un vero e proprio pasticcio. Non solo ci sono state nei giorni successivi varie smentite e prese di posizione che sembravano concluse con l’intervento del ministro Pietro Lunari, che annunciava l’esonero di sanzioni per gli automobilisti che viaggiavano a fari spenti di giorno in autostrada, ma si viene a scoprire che quasi tutta la norma e’ praticamente inapplicabile, fatto salvo l’obbligo dell’uso dell’auricolare (o vivavoce) per il telefonino in auto.
Il parere del comitato per la legislazione (Ac 2892, ora all’esame della Commissione Trasporti della Camera), non e’ dei migliori, perche’ chiede che siano introdotti emendamenti prima della conversione in legge del DL (entro il prossimo 22 agosto). Per i fari accesi di giorno in autostrada occorrerebbe la modifica dell’articolo 152 del CdS (Dlgs 285/92), introducendo le parole "in autostrada". Mentre per l’abbassamento del tasso alcolemico da 0,8 a 0,5 bisognerebbe modificare il Regolamento del CdS (Dpr 495/92) e non il CdS (che, invece e’ quello che prevede il decreto dello scorso 20 giugno!!!).
Cosa succede nel frattempo? Per i fari accesi c’e’ gia’ stata la deviazione in corner del ministro Lunardi che, di per se’, inficerebbe le contravvenzioni gia’ elevate, pur sottoponendo i malcapitati alla "gogna" del ricorso (tranne i casi –rari- di accertatori lungimiranti che, prendendo atto della situazione, provvedessero per conto loro ad annullare l’annullabile e ne dessero comunicazione a chi di dovere, anche per gli eventuali rimborsi). E per la diversa quota millesimale del tasso alcolemico, chi fosse incappato in un giustamente solerte accertatore e fosse stato multato, per esempio, grazie alla presenza di 0,6 o 0,7 per mille di alcool nel sangue, cosa succede? A cosa si appella il guidatore, al parere del comitato per la legislazione? Chi gli racconta qualcosa del genere al comandante dei vigili, o al giudice di pace o al Prefetto?
Crediamo sia il caso di fare chiarezza.
Anche perche’, dopo questo disegno di legge che per decenza civica definiremo solo "schifezza giuridica", crediamo sia proprio il caso di correre ai ripari. In attesa che entro il 22 agosto il legislatore/governante faccia il suo dovere con i necessari emendamenti, crediamo sia meglio non coprirsi ulteriormente di ridicolo, ed evitare che chi dovesse essere multato lo sia a ragion veduta e con certezza del diritto e della pena. Altrimenti e’ solo la conferma dell’attuale barbarie.
La parola ai ministri, ai ministeri e ai loro zoppicanti uffici legislativi.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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