Martedì 14 luglio 2026
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I PINOCCHIETTI DELLA CONFCOMMERCIO?

Comunicato ·



Firenze, 1 Agosto 2002. Il Centro Studi della Confcommercio ha messo in circolazione i risultati di un suo studio sui prezzi di vendita di alcuni prodotti di largo consumo, ed ha fatto sapere che nel 2001 molti prodotti e servizi costavano di meno o di piu’ rispetto al 1992. Purtroppo i dati, cosi’ come vengono presentati sul sito Internet della Confcommercio, non fanno comprendere i valori assoluti di riferimento (del 1992 e del 2001), per cui vanno presi per quel che sono, cioe’ dei risultati di uno studio di cui non si conoscono metodi e riferimenti di base.
Quindi si deve andare a fiducia. Ed e’ proprio quella che ci viene a mancare, non perche’ contrapponiamo altri numeri (operazione che "a caldo" ci riesce male), ma proprio per un minimo di rigore logico che crediamo sia notevolmente diffuso. C’e’ qualcuno disposto a credere che la frutta nel 2001 costava il 19,7% in meno rispetto al 1992? O le acque minerali, bevande gassate e succhi –13,7%? O il pane e i cereali –9,8%? O i vegetali incluse le patate –9,5%? O abbiamo la memoria corta e una leggerezza di gestione del portafoglio famigliare da incoscienti, oppure, visto che si parla di prezzi del 2001, nel giro di un anno (siamo nel 2002) sono successe delle cose terribili che hanno fatto impazzire tutti i prezzi (le conseguenze dell’11 settembre 2001? L’adozione dell’euro?). Oppure -e ci appare l’ipotesi piu’ credibile- c’e’ un settore del commercio che oggi e’ nel mirino di tutti i consumatori (quello alimentare e in particolare quello dell’ortofrutta) perche’ con la piu’ sfrontata leggerezza, e con la vera e propria scusa dell’euro, subisce aumenti stratosferici grazie a ricavi sui prodotti che vanno anche oltre l’800% (vedi comunicato stampa odierno con tabella su cui abbiamo documentato questo fenomeno), e quindi per distrarre questa attenzione, e far si’ che i consumi non subiscano una frenata, bisogna fare qualcosa. Fino a questi studi che bisogna considerare "a scatola chiusa".
Abitualmente, quando ci si chiede un consiglio su come comportarsi nell’acquisto di qualcosa, rispondiamo che bisogna essere pignoli, controllare tutto, non fidarsi di quello che viene detto a voce, leggere le etichette fin nei minimi particolari, perche’ i commercianti sono sempre dei bottegai. E ci sembra che siano altrettanto anche nel "vendere" queste informazioni odierne. Per cui, siccome non ci e’ dato leggere tutto e tocchiamo con mano situazioni che sono all’opposto di quel che dicono, non siamo disposti a "comprare" a "scatola chiusa".
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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