Mercoledì 15 luglio 2026
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POLLI AL NITROFEN: LA STORIA SI RIPETE?

Comunicato ·


ALL'IMMOBILISMO DELLA UE SI ADEGUA SUBITO IL BELGIO CHE AVEVA PRESO I PRIMI TIMIDI PROVVEDIMENTI. MA IN FRANCIA …… E IN ITALIA TUTTO TACE

Firenze, 12 Giugno 2002. Dopo che ieri il Comitato europeo per la sicurezza della catena alimentare ha deciso di non intervenire, facendo fede ai sistemi di prevenzione e sicurezza messi in opera dalla Germania, ecco che il Belgio si e' prontamente adeguato. E' bene ricordare che questo Paese era stato il primo a chiedere misure ed a prendere provvedimenti restrittivi dell'importazione di carni tedesche, dopo che alcune partite infette erano state immesse nei suoi cicli produttivi nazionali e internazionali.
Tutto in ordine? Ci si consenta di dubitare, per diversi motivi. Alla soddisfazione per la non-azione dell'Ue da parte della ministra tedesca Renate Kuenast (protezione dei consumatori e agricoltura), e alle sue affermazioni di una situazione sotto controllo, rimane sempre senza risposta quanto rilevato dal Segretario di Stato dello stesso ministero, A.Mueller: l'infezione con Nitrofen anche di farine per la panificazione, che avrebbe coinvolto 130 tonnellate di pane e panini. Dalla regione alsaziana francese arriva notizia che a gennaio, un mulino industriale biologico di Kauffenheim (50 Km a nord-est di Strasburgo), ha comprato sei tonnellate di grano tedesco fortemente sospetto di essere entrato in contatto con il Nitrofen (l'azienda del Baden-Wuertemberg dove e' stato comprato, non ha smentito la probabile infezione delle sue farine con il pesticida vietato). Le autorita' francesi sono mobilitate, ma ancora non si sa nulla. La minimizzazione dei problemi e' una politica non-nuova della Ue. Cosi' e' stato per anni rispetto alla Bse, dove motivazioni di equilibrio politico ebbero sempre il sopravvento su quelle sanitarie e di sicurezza dei consumatori. Noi abbiamo gia' chiesto al ministero italiano della Salute che ogni importazione di cereali, alimenti per animali e carni provenienti dalla Germania abbia un certificato ufficiale con la garanzia che non ci siano tracce di Nitrofen: un metodo sereno e disponibile che fa fede alla buona volonta' delle autorita' tedesche, e che mette per lo meno i puntini sulle "i" delle eventuali responsabilita'. Stiamo ancora aspettando un riscontro.
E, siccome, non abbiamo equilibri politici da mantenere come la Ue, ma solo da difendere la sicurezza dei consumatori, ci sentiamo di aspettare solo ancora per poco, per poi passare all'unica possibilita' "fai da te" che esiste per il consumatore (vista la mancanza di etichette specifiche che possano informarlo anche sommariamente): il rifiuto in blocco di tutti i prodotti e derivati di carni biologiche con provenienza dalla Germania. Si tratta di una precauzione "all'ingrosso" che potrebbe penalizzare tanti prodotti non ritenuti a rischio, e frustare il consumatore nella sua liberta' di scelta. Ma allo stato dei fatti, perdurando questa situazione, e' un consiglio che vediamo dietro l'angolo.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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