POLLI/ERBICIDA/UE
L'UE DECIDE DI NON FAR NULLA COME PREVENZIONE, MENTRE LA SITUAZIONE PEGGIORA.
L'ADUC INSISTE VERSO IL MINISTERO ITALIANO DELLA SALUTE: NON FACCCIAMO COME CON LA BSE, CHE' ANCHE IN QUELLA OCCASIONE L'UE ARRIVO' TARDI
Firenze, 11 Giugno 2002. Ieri abbiamo chiesto al ministero italiano della Salute che ogni importazione di cereali, alimenti per animali e carni provenienti dalla Germania abbia un certificato ufficiale con la garanzia che non ci siano tracce di Nitrofen. Un atto di fiducia verso la volonta' della Germania di far comunque fronte alla situazione. Questo dopo che le assicurazioni della Germania dei giorni scorsi, erano risultate superficiali, perche' in Belgio (nonostante non fosse un Paese in cui risultavano esportazioni di queste carni) si erano trovate carni infette esportate proprio negli scorsi mesi.
E abbiamo ricordato quello che era successo con la Bse, e le superficialita' che avevano caratterizzato la prevenzione italiana nei primi periodi.
Oggi la Ue ha riunito il Comitato europeo per la sicurezza della catena alimentare, che ha deciso di non intervenire: "Non verranno prese, almeno per il momento, misure comunitarie nei confronti della Germania", ha detto una fonte dello stesso Comitato all'agenzia Ansa.
Nel contempo non ci arrivano notizie assicuranti da fonte tedesca. Solo ieri il Segretario di Stato del ministero per i consumatori, A.Mueller, ha segnalato la possibilita' che lo scandalo del Nitrofen possa riguardare anche il pane, forse 130 tonnellate tra pane e panini. Questo perche' il famigerato magazzino di Malchin, da dove e' partito il tutto, non aveva in deposito solo mangime per animali, ma anche farine per la panificazione.
Ci chiediamo se in questa situazione di non-intervento dell'Ue, sia il caso di tenere bassa la guardia in Italia. Anche perche' i ritardi a suo tempo per la Bse, non furono solo quelli dell'Italia, ma anche dell'Ue, che ci mise tempo per capire cosa stesse accadendo e far partire l'embargo. Certamente per la Bse avevamo una Gran Bretagna che prima di ammettere il disastro in corso fu quasi obbligata dalla minaccia di ritorsioni politiche piu' generali, e la Germania, almeno per il momento, non sembra comportarsi come i britannici. Anzi. Ma proprio per questo, esistendo ancora a tutti gli effetti gli organismi nazionali di controllo sanitario, non comprendiamo perche' non attivarli al massimo della vigilanza che una circostanza del genere richiede.
Il consumatore, purtroppo, non puo' fare da se' in questo caso, perche' le etichette alimentari previste dall'attuale normativa non lo possono aiutare, tranne giocare molto all'ingrosso (tutta la produzione di carni tedesche?), con l'inutile penalizzazione di un mercato e di prodotti che poco avrebbero a che fare con il problema in questione.
Quindi ribadiamo la necessita' e l'invito al ministero italiano della Salute, perche', senza indugio, ogni importazione di cereali, alimenti per animali e carni provenienti dalla Germania abbia un certificato ufficiale con la garanzia che non ci siano tracce di Nitrofen.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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