Mercoledì 15 luglio 2026
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POLLI TEDESCHI ALL'ERBICIDA

Comunicato ·

SIAMO PROPRIO SICURI CHE L'ITALIA NE SIA IMMUNE E CHE GLI ATTUALI CONTROLLI SIANO SUFFICIENTI? L'ADUC CHEIDE L'INTERVENTO PREVENTIVO DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Firenze, 10 Giugno 2002. Lo scandalo tedesco dei polli alimentati con mangimi contaminati con Nitrofen (erbicida cancerogeno vietato nell'Ue), non sembra che sia proprio circoscritto. Le autorita' tedesche, nei giorni scorsi a Bruxelles, avevano assicurato i responsabili veterinari comunitari che carni a rischio erano finite solo in Austria e Olanda, oltre alla Germania ovviamente. Ma cosi' non e', perche' il ministro belga della Sanita', Magda Aelvoet, memore di quanto successo nel 1999 con i polli alla diossina, ha chiesto che sia avviata una inchiesta, che fino ad oggi ha portato a scoprire un'azienda che tra il dicembre del 2001 e l'aprile del 2002 ha importato non meno di 28 tonnellate di carne di tacchino proveniente da un'azienda tedesca coinvolta nella vicenda dei mangimi contaminati con il Nitrofen: si tratta di un'azienda che ha elaborato la carne per destinarla in parte al mercato internazionale e in parte a quello nazionale belga. Una situazione anomala che ha portato l'ufficio del commissario europeo alla Sanita' e diritti dei consumatori, David Byrne, a chiedere alla Germania di essere piu' precisa e di fare meglio il punto della situazione.
Non si tratta di gridare "al lupo al lupo" -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- ma di essere ragionevolmente prudenti e di fare prevenzione. L'eco nelle orecchie di tutti dell'approssimazione che ha anticipato la diffusione del morbo della Bse (e che ha continuato fino alla piu' smaccata evidenza, con tanto di autorita' nazionali che giuravano sulla "purezza" del propdotto italiano) dovrebbe aver fatto da lezione.
Ragion per cui sollecitiamo il ministro della Salute a non andar tanto per il sottile, e di stabilire un provvedimento minimo cautelativo che dia anche fiducia al nostro partner tedesco: chiediamo che ogni importazione di cereali, alimenti per animali e carni provenienti dalla Germania abbia un certificato ufficiale con la garanzia che non ci siano tracce di Nitrofen. La situazione non e' allarmante ed e' giusto che la reciproca fiducia sia il punto di partenza per far fronte ad un'eventuale reciproca emergenza. Poi, dal comportamento delle autorita' sanitarie e veterinarie tedesche, dalle verifiche a campione che dovranno comunque essere fatte anche su questi prodotti importati con certificato tedesco, scaturiranno altre decisioni.
Crediamo che per il momento i consumatori abbiano bisogno di questo, anche perche' le etichette alimentari, non riportando obbligatoriamente come gli animali sono stati allevati, non consentirebbero al consumatore un'auto-tutela, per esempio scartando quelle carni con etichette poco chiare sul tipo di alimentazione.
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