PROROGA DEGLI SFRATTI
LA POLITICA DELLA CASA DI GOVERNO E PARLAMENTO: FAR PAGARE AI SUDDITI LE PROPRIE INCAPACITA’
Firenze, 10 Luglio 2002. Circa 26 mila famiglie con reddito basso, o con la presenza di un handicappato o di anziani con piu’ di 65 anni, potranno beneficiare della proroga dello sfratto fino al 30 giugno 2002. E’ quanto votato oggi dalla Camera e che ora passa al Senato.
Si tratta di famiglie presumibilmente disagiate (anche se la presenza di un handicappato o di una persona con piu’ di 65 anni di eta’, ci sembra un parametro di disagio tutto da analizzare e verificare), che continueranno ad occupare la proprieta’ di altre persone che, in questo modo, vengono private di un diritto primario riconosciuto da leggi e Costituzione, cioe’ quello della proprieta’, che se non e’ disponibile viene a mancare del suo aspetto determinante.
Una situazione civicamente ed economicamente sgradevole per proprietari e inquilini a cui solo il Parlamento e il Governo possono porre rimedio. Ma la Camera oggi ha deciso di porvi rimedio rimandando il problema e facendolo pagare ai proprietari (che, e’ ben ricordare, sono ben oltre la meta’ delle famiglie italiane).
Certo che se uno pensa che questo Stato e questa amministrazione (da quella centrale a quelle locali) e’ la stessa che nella maggiorparte dei casi non riesce a fare un elenco delle proprie proprieta’ immobiliari, oppure ogni tanto scopre di avere sfilze di affittuari a prezzi irrisibili che talvolta non vengono neanche riscossi da anni …. rimane qualche dubbio sul metodo utilizzato oggi per far fronte a quella che chiamano emergenza, ma che, essendo permanente, sarebbe piu’ opportuno chiamare inefficienza e incapacita’. E il tempo per rimettere un po’ d’ordine proprio non gli e’ mancato (qualcuno ricorda di non aver mai sentito paralre di proroga degli sfratti?), ma puntualmente se ne accorgono solo quando emerge qualche scandalo o quando, una disponibilita’ di questo patrimonio in termini di mercato, probabilmente avrebbe alleviato l’emergenza sfratti, portandola a numeri piu’ agibili e maneggevoli per qualunque altra decisione.
E’ ovvio che non abbiamo intenzione di promuovere il trasferimento per strada delle masserizie delle 26 famiglie sotto-sfratto, ma nello stesso tempo non abbiamo intenzione di far finta di nulla di fronte alla palese e arrogante violazione del diritto di proprieta’ di 26 mila proprietari. Una situazione di fronte alla quale e’ anche bene ricordare le gabelle (tipo ICI) che scoraggiano il mercato della compra-vendita (mantenendo alto quello degli affitti), anchilosando il gioco al ribasso dei prezzi e limitando il ricorso all’acquisto come soluzione abitativa, di fatto privilegiando solo l’aspetto investimento.
Il Parlamento e il Governo, in assenza di politica e –a questo punto forse e’ proprio cosi’- capacita’, preferisce far pagare quei sudditi che in passato erano stati anche stimolati all’acquisto.
Auspichiamo che il Senato prenda in considerazione la necessita’ di non potere continuare in questo modo.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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