RC-AUTO E PREZZI IMPAZZITI
O SI LEVA L’OBBLIGO O SI IMPONGONO TARIFFE CONTROLLATE
Firenze, 24 agosto 2002. Dopo gli aumenti dello scorso 1 luglio, ecco quelli "tradizionali" della cosiddetta ripresa dell’attivita’ dopo l’ingolfamento delle vacanze. Le percentuali di aumento si sciupano e si confondono, tra quelle medie e quelle di punta: dipende dall’effetto che, chi le che diffonde, vuole ottenere. Invece l’unico effetto sul consumatore e’ quello della confusione e della spasmodica ricerca di qualcosa che non sia un salasso.
Quindi rivolgiamo ai consumatori l’invito a rivolgersi alle assicurazioni in Internet e a quelle telefoniche, dove essendo minori i costi di base, il prezzo di vendita e’ piu’ basso. In Rete e via telefono si trovano grossomodo gli stessi operatori degli sportelli tradizionali, per cui non c’e’ neanche da diffidare sul fatto che si possa avere a che fare con compagnie sconosciute: ricordandosi, pero’, che spesso le condizioni di ingresso non corrispondono a quelle praticate dopo la prima scadenza, per cui la convenienza iniziale non e’ detto che sia tale anche successivamente. Ma tutto e’ scritto nei contratti, e bisogna solo leggerli.
Su come intervenire per arginare l’impazzimento dei prezzi, e’ bene ricordare che dopo 6 anni da quella che hanno chiamato liberalizzazione possiamo registrare solo una situazione da trattato di psichiatria schizofrenica. Il nodo centrale, che tutti eludono, e' quello di un mercato non liberalizzato, ma lasciato all'arbitrio di assicurazioni che fanno finta di competere (la multa Antitrust e' sempre li'), con dei clienti che sono costretti ad esser tali perche' hanno l'obbligo di assicurazione. Perche’ le assicurazioni non dovrebbero approfittarne? Forse qualcuno crede che dovrebbero esser buone ed a questa condizione dello spirito si appella per quella che chiama riforma? Ma in economia e nel commercio la bonta’ non c’entra, anzi e’ un ostile orpello. Ci vogliono solo regole che considerino come paritari gli attori in gioco, e ci vogliono autorita’ che le facciano rispettare. E le regole che ci sono oggi non vanno bene, perche’ fanno guadagnare solo gli assicuratori sulle tasche dei consumatori, oltre ad essere un invito alla loro stessa violazione.
I casi, quindi, sono due. O si reintroducono tariffe controllate dallo Stato, o si leva l'obbligo di assicurazione. Nel primo caso sarebbe l'assassinio di un settore (le assicurazioni) e la finta serenita' dei consumatori: il calo della qualita' e’ una dominante nei prodotti a prezzi controllati. Nel secondo caso ci sarebbe altrettanta serenita' per i consumatori (chi non si assicurebbe per i danni su se stesso? E se non lo facesse sarebbe solo a suo discapito) che potrebbero scegliere in un mercato concorrenziale per costi e qualita', mentre il settore delle assicurazioni avrebbe un rilancio dove i migliori sarebbero premiati (a discapito dei furbi che oggi stravincono). Infine si concluderebbe il gioco ipocrita a cui oggi si prestano Governo e Parlamento, che dicono di fare una politica liberalizzatrice, ma continuano a mettere ostacoli al suo avvio.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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