Giovedì 25 giugno 2026
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La rivolta dei bottegai fiorentini.... 1913? No, 2013!!!

Comunicato · Vincenzo Donvito ·
 In questi giorni di avvio dei saldi, i commercianti si sono fatti sentire, prima per piangere in previsione di brutti affari, poi per giustamente bofonchiare per gli affari che, almeno nei primi giorni, pare ci siano stati, e poi per mescolare le carte e rivendicare il primato e il cappello della propria corporazione sul diritto al consumo.
Ne e' testimonianza un bell'editoriale comparso oggi su un quotidiano fiorentino (1) del presidente regionale toscano dei commercianti del settore moda aderenti alla Confesercenti (FISMO). Ci sono gli abituali e reiterati attacchi contro chi vorrebbe una liberalizzazione di orari ed esercizi commerciali (come dicono le nostre leggi nazionali, senza deroga per le potenziali varianti locali e regionali)... niente di nuovo... ma udite, udite come la realta' puo' essere letta rispetto ai punti di osservazione, anche, come nel nostro caso, diventando una sorta di burla: il quotidiano La Nazione, con un servizio ben documentato, ha denunciato nei giorni scorsi cio' che noi -associazione di consumatori- facciamo sistematicamente da tempo: e' diffusa l'abitudine di non pochi commercianti di truffare rispetto ai prezzi di riferimento su cui si pratica poi lo sconto a saldo (per esempio: il 31 dicembre quei pantaloni costano 60, e il 7 gennaio, giorno di avvio dei saldi, il medesimo capo d'abbigliamento costa sempre 60, mentre sul cartello del prezzo appare un 120 cancellato grazie allo sconto del 50%).
Il dirigente della FISMO, prende atto di queste truffe (che non chiama tali) e sostiene che la colpa e' della liberalizzazione che ha stravolto il mercato e le regole e -probabilmente, aggiungiamo noi- la testa dei suoi colleghi. Motivo per cui perora giri di vite su chi pratica sconti fuori del periodo dei saldi e iper-controlli sugli ipermercati/outlet, storici avversari dei bottegai.
No, non siamo nel 1913, in un mondo prossimo alla prima guerra mondiale dove il benessere era una rarita' e la guerra tra poveri all'ordine del giorno. Siamo nel 2013, in una tra le piu' importanti e ricche citta' d'Italia e d'Europa, dove ci si collega ad Internet anche per strada dai propri mini-portatili e dove il Sindaco della citta' parla e ragiona come un personaggio di questo secolo e cerca di ricordare altrettanto ai suoi amministrati.
Ma questo non conta per il nostro dirigente FISMO. Lui era, e', e probabilmente restera', un bottegaio: di quelli che sbraitano quando una strada viene pedonalizzata, di quelli che non applicano le leggi sulle garanzie dei prodotti, di quelli dei cartellini ballerini di cui sopra, di quelli che (a nostro avviso) hanno tasse troppo alte ma che vi si oppongono talvolta solo con l'evasione individuale delle stesse.
E anche quest'anno abbiamo assistito alla rivolta dei bottegai!!

(1) La Nazione, cronaca di Firenze pagina 1 e 10

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