SANDALI DI PLASTICA A RISCHIO
Roma, 16 agosto 2002. Vanno di moda, sono colorati, pratici, morbidi, lasciano il piede libero, si possono usare sulla spiaggia, in piscina e in citta'. Sono i sandali di plastica, nuovo look estivo cittadino e ovviamente di mare. La questione ha interessato l'associazione di consumatori tedesca "Oekotest" -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- che ha sottoposto a controllo 30 paia di sandali per verificarne l'innocuita'. La sorpresa viene dal test perche' ben 29 tipi di sandali sui 30 esaminati, hanno dato risultati negativi: il loro uso dava luogo al rilascio di sostanze tossiche, Tbt (tribetilstagno) e ftalati. Il Tbt e' un composto tossico che viene usato nelle vernici, come antivegetativo per le imbarcazioni, per prevenire la formazione di alghe, denti di cane ed altri organismi marini; gli ftalati fanno parte della categoria dei plasticizzanti, proibiti nei succhiotti dei bambini, ma utilizzati diffusamente nelle plastiche come ammorbidente. Il Tbt influisce negativamente sulla produzione ormonale e gli ftalati hanno effetto tossico su fegato e reni. L'acqua e il sudore sciolgono questi componenti che possono essere assorbiti dalla pelle. In particolare cio' vale per gli ftalati che, non essendo chimicamente legati al materiale plastico ma contenuti in esso, come una spugna puo' contenere l'acqua, vengono rilasciati sotto stress fisico (pressione del piede) o chimico (sudore, acqua marina). Insomma occorre far attenzione anche ai sandali di plastica, soprattutto a quelli provenienti dai Paesi asiatici, sulla cui qualita' non possiamo giurare.
La soluzione? Il caro e vecchio sandalo di legno o di sughero.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti