Mercoledì 15 luglio 2026
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SANITA’, CASSE MUTUE E SSN

Comunicato ·


E GLI UTENTI? SEMPRE E SOLO OSTAGGI E SUDDITI. NO AL MONOPOLIO!

Firenze, 11 Luglio 2002. L’ipotesi di casse mutue potra’ essere anche un tentativo di rivitalizzare le casse del servizio sanitario nazionale, o se quest’ultimo rimane tale e quale a quello che era fino a una settimana fa sara’ la panacea per tutte le soluzioni ai problemi di assistenza sanitaria degli italiani, ma al di la’ del bisticcio tra i partigiani di una posizione e dell’altra –quasi sempre venato di "partiti presi"- non ne riusciamo a cogliere l’utilita’ finale per l’utente del servizio.
Sicuramente e’ un bene che i conti tornino e che il servizio sia garantito per chiunque. E ci sembra che entrambi i sistemi abbiano questa impostazione, o forse e’ meglio dire desiderio. Perche’ e’ bene distinguere tra il dire e il fare, in quanto, in mezzo, c’e’ sempre l’essere umano che deve dar fiato ad un sistema. E allora, come ci si puo’ dimenticare che entrambi i sistemi sono stati sperimentati in Italia, ed entrambi hanno sempre avuto il problema di penalizzare l’utente/suddito? In proposito abbiamo ascoltato i vari partigiani dire che quando c’erano le casse mutue il nostro era il miglior sistema …. ma dove vivevano costoro? E anche quelli che elogiano il SSN fino all’ultima riforma Bindi, dov’erano? Avevamo mai chiesto di fare un’analisi e avevano mai perso intere mattinate in coda a questo o a quell’altro sportello per sentirsi rimandare dopo mesi e mesi? Non solo, ma avevano mai ascoltato cosa pensavano e dicevano quelle persone in queste code? Sembra di no, cosi’ come sembra che tutto si possa ridurre alla vittoria di uno schieramento sull’altro, e quindi all’uso dei pazienti per questa o quell’altra politica, trasformandoli, per l’appunto, in sudditi.
Noi crediamo che il problema principale sia altrove, e soprattutto sull’obbligo di doversi rivolgere al Servizio Sanitario Nazionale senza alternative, se non pagandole di tasca propria oltre quello che gia’ obbligatoriamente si devolve allo Stato per questo servizio. Una strada, quest’ultima, che non sono in pochi a percorrere pur a prezzi salatissimi, grazie all’assenza di un mercato del servizio sanitario dove l’utente divenga consumatore, e quindi possa scegliere tra un servizio o un altro rispetto alle sue esigenze e all’offerta che gli viene proposta. Non si tratterebbe di smantellare il servizio pubblico, che deve restare gratuito e garantito per chi non ha suoi mezzi, ma, di affiancarvi un mercato dove chiunque possa scegliere e offrire, con la liberta’ di farlo, senza per questo pagare due volte. Noi crediamo che cosi’ si potrebbe far fronte a molti dei cronici problemi (economici e qualitativi) che la sanita’ ha in Italia, quantomeno perche’ sarebbe un sistema nuovo che, rispetto al vecchio e allo stra-vecchio che ci viene proposto, avrebbe il vantaggio di non partire gia’ penalizzato da lunghe esperienze di non-funzionamento.
Ma, come gia’ succede in molti ambiti economici, si tratterebbe di rompere con il passato e, soprattutto, di scrostare tutto cio’ che si’ e’ avvinghiato sul monopolio, a partire dai privilegi economici e politici. In campagna elettorale –ricordiamo- ci era stato paventato anche qualcosa di simile …. ma per l’appunto: in campagna elettorale!
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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