Martedì 14 luglio 2026
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SICUREZZA STRADALE: LE NUOVE NORME

Comunicato ·


CON L’INASPRIMENTO DELLA REPRESSIONE I RISULTATI NON CI SARANNO

Firenze, 30 Luglio 2002. Il Senato ha trasformato in legge il decreto legislativo n.121 dello scorso 20 giugno, conosciuto come "quello dei fari sempre accesi", e che dispone anche l’uso del telefonini in auto solo a viva voce o con l’auricolare, porta la soglia di tolleranza del tasso alcolemico a 0,5 grammi per litro e, soprattutto, stabilisce le multe con l’autovelox anche senza il fermo immediato, ma solo per quelle strade che saranno state ritenute idonee da uno specifico decreto prefettizio.
Ci auguriamo che siano provvedimenti che possano servire alla bisogna, cioe’ far diminuire gli incidenti stradali e rendere piu’ semplice la mobilita’ del trasporto su gomma. E per dire se lo saranno, ovviamente, bisognera’ aspettare un po’ di tempo perche’ se ne percepiscano i primi risultati. Ma ci si consenta di dubitare che andremo in questa direzione, perche’ l’esperienza e i fatti non sono pure astrazioni, ma situazioni su cui si dovrebbe costruire per migliorare il presente e il futuro.
Il nostro scetticismo si focalizza sulle disposizioni in materia di autovelox. Ovviamente i limiti di velocita’ vanno rispettati, ma non basta la sanzione e il suo inasprimento, anzi quest’ultimo puo’ dare anche effetti contrari. In questi ultimi anni la presenza di autovelox sulle strade urbane ed extraurbane e’ aumentata moltissimo, ma questo non ha portato ad una diminuzione delle infrazioni. Anzi. Visto che la velocita’ e’ tra le principali cause degli incidenti, siccome questi ultimi sono aumentati, e’ evidente che il metodo di educazione stradale attraverso il potenziamento del sistema sanzionatorio ha dato risultati contrari rispetto a cio’ che ci si aspettava.
E allora, perche’ proseguire su questa strada?
I nostri uffici di consulenza e informazione sono sommersi di richieste quotidiane di automobilisti multati per l’autovelox, e una buona meta’ ha qualche ragione da vendere rispetto a divieti mal segnalati o non segnalati o a divieti assurdi e precarieta’ delle condizioni in cui sono stati rilevati gli estremi della violazione. Con l’introduzione di queste nuove norme e’ facile prevedere un aumento esponenziale di queste richieste e, conseguentemente, gli ulteriori intasamenti degli uffici dei giudici di pace a cui si rivolge chi ha qualche motivazione solida per opporsi alla multa.
Dov’e’ il nodo del problema? Nell’informazione. Che anche la nuova legge prevede sia solo rispetto ai divieti, ma non, per esempio, in una campagna permanente che faccia capire come il rispetto del codice della strada e’ conveniente per ognuno. Cioe’ tutto oggi si basa sull’esistenza della norma, sull’inasprimento delle sanzioni per chi la viola e sul moltiplicarsi dei sistemi di controllo, ma non tiene conto che alla base del rispetto di una norma c’e’ un cittadino, alla cui attenzione e intelligenza bisogna rivolgersi perche’ collabori all’ordine pubblico a partire dal suo comportamento. L’educazione con la frusta non ha mai dato buoni risultati, cosi’ come non ci sono stati buoni risultati nella sicurezza stradale con anni di politiche basate solo sull’inasprimento delle sanzioni.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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