Martedì 14 luglio 2026
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TRENO DERAGLIATO IN SICILIA

Comunicato ·


SE IL GOVERNO NON RIMUOVE LA TESTA DELL’AZIENDA FS, VUOL DIRE CHE NE CONDIVIDE SCELTE E POLITICA: CIOE’ DISSERVIZIO PERMANENTE FINO ALLA MORTE DEGLI UTENTI

Firenze, 21 Luglio 2002. Prima o poi doveva ri-succedere. Avremmo preferito di no, ma quando si ha un sistema ferroviario in queste condizioni, e soprattutto gestito cosi’, c’e’ solo da stupirsi che non accada piu’ frequentemente. Ed e’ accaduto li’, sulla tratta Palermo/Messina, dove l’evidenza dello sfascio era un preannuncio quotidiano. Aspettiamo ovviamente le inchieste aperte per conoscere come e perche’ sia successo, ma non possiamo non collegarlo a quanto ogni giorno ci viene segnalato dai passeggeri/sudditi tutto l’anno e soprattutto in questo periodo di punta: che a differenza di quanto sovente viene detto dai dirigenti delle Fs, non e’ una scusante per il disservizio, ma il momento della verifica di funzionalita’ di tutto un sistema. Che non e’ solo quello dei costosi e talvolta inutili Eurostar (che costando anche il doppio, sovente hanno tempi di percorrenza identici a quelli degli Intercity, per esempio le tratte Roma/Bari e Firenze/Bologna), ma e’ quello della quotidianita’ di carrozze fatiscenti e ritardi permanenti (in questi giorni ci arrivano segnalazioni da tutta Italia), fino alla beffa del tilt della stazione di Milano per mancanza di locomotori e dove, ieri, gli annunci di ritardo erano un’altrettanta beffa (treni che partivano prima dell’orario ritardato annunciato).
Tutto questo mentre e’ in corso una faraonica e costosissima campagna pubblicitaria, basata ovviamente sugli Eurostar e non sui treni dei pendolari, propagandando un servizio che nessuno puo’ scegliere rispetto ad un altro perche’ erogato in regime di monopolio: quindi una campagna inutile, come quelle, per esempio, dell’Enel e delle Autostrade, che sembra messa in atto piu’ che altro per far guadagnare i media su cui viene fatta.
Quindi c’e’ piu’ di qualcosa che non funziona nella gestione di questo servizio. E cosa si fa in questi casi? Si aspetta il prossimo incidente per assistere, come oggi, a tizio che sta all’opposizione del Governo e accusa caio che e’ al Governo, credendo che ci si possa dimenticare che ieri al Governo c’era proprio lui che accusa e che non aveva fatto altrettanto niente? Buttarla in politica di schieramenti e’ l’errore piu’ grande che possa essere fatto, ma e’ quanto gia’ sta accadendo, mentre centinaia di migliaia di utenti/sudditi continuano ad accalcarsi nelle stazioni e dentro treni perennemente in ritardo e sempre senza posti a sedere.
Quando c’e’ un sistema che non funziona vuol dire che ci sono dei problemi nella testa di questo sistema. Ed e’ li’ che, prima di ogni altra cosa, bisogna agire, a cominciare dalla rimozione dell’amministratore delegato Giancarlo Cimoli e di tutto il suo staff. La gravita’ dei fatti e della situazione, e’ solo parzialmente un problema di Governo (con D’Alema o Berlusconi non e’ cambiato nulla nelle Fs), ma e’ sicuramente un problema di gestione dell’azienda. E visto che stiamo parlando di una azienda che, pur se e’ una societa’ per azioni, e’ sempre di proprieta’ pubblica, se il Governo non si muove in questa direzione significherebbe che ne avvalla la politica e le scelte, cioe’ disservizio permanente fino alle tragedia e alla morte degli utenti.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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