Martedì 20 ottobre 2026
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Weekend di droghe illegali. Roma caput mundi

Editoriale · Vincenzo Donvito Maxia ·

Il weekend appena trascorso ha una caratteristica - Roma caput mundi - rispetto al solito andazzo di spaccio, traffico, consumo che viene in qualche  modo intercettato dai media, che non sono altro che le attività delle autorità di polizia che le stesse diramano: cronaca nera, ché trasformarla in riflessioni, proposte e altro è operazione tanto rara quanto ritenuta infruttuosa dal punto di vista della  principale preoccupazione dei media, cioè audience. E infatti, a meno che non “si cucca” qualche personaggio non che si droga (che anche questo non fa notizia) ma che magari in preda ai presunti fumi delle sostanze ingerite faccia qualcosa di più eclatante quanto violento, … senza notizie del genere, il tutto diventa “tran tran”, come se dovessero far notizia i furti in casa o nei negozi… a meno che non ci scappi il morto… ma anche qui con il beneplacito dell’inventario. Insomma, queste notizie di disordine e pericolo pubblico sono diventate ordinaria amministrazione, grossomodo come i morti in Ucraina per l’invasione di Putin.

 

Ma fatti e notizie ci sono, con un lungo filo che ci ricorda la penisola, isole comprese che, nello scorso fine settimana parte dal Sulcis (Carbonia-Iglesias), Roma, Bolzano, Livorno, Napoli, Salerno, Pordenone, Rovigo, Fermo, Latina, Siracusa. Modena, Belluno, Pescara, Terni, Pesaro-Urbino, Siena, Catania, Perugia, Brescia, Brindisi, Genova, Portoferraio/Elba, Ancona, Treviso, Firenze, Cattolica, Como, Trapani, Torino, Aosta, Caserta, e finisce a Rimini.

 

Uno solo il drone cuccato mentre portava droghe per alleviare la costrizione di reclusi, a Siracusa…  e  chissà come si arrabbierebbero i detenuti che sono rimasti senza se sapessero che in Canada, per esempio, sono le stesse amministrazioni carcerarie a  mettere i loro ospiti in condizione di assumere sostanze senza farsi male.

 

L'industria del settore comunque si distingue sempre per l’ingegno dei suoi addetti che, in splendida clandestinità, non si fanno scrupoli di rendere i loro prodotti sempre meno individuabili e più camuffati. Abbiamo la cocaina della provincia sarda del Sulcis che viene sequestrata prima di essere preparata per la vendita, cioè allo stato solido, in pietra, una delle tante forme di dissimulazione delle sostanze illegali per non destare attenzione alle autorità (si pensi che si usa liquefare la cocaina e il risultato, oltre a diventare shampoo o altri prodotti liquidi di uso comune, impregnano tessuti o oggetti di carta - libri inclusi - che poi vengono sottoposti a vampate di vapore per estrarre la "preziosa" sostanza).

Così come lo studio odontoiatrico di Livorno che, alleviando le sofferenze del proprio ambito, allungava anche con qualche canna che - non si può escludere viste le proprietà terapeutiche di questa sostanza - fosse utilizzata per non somministrare i soliti oppiacei diluiti usati alla bisogna.

A Siena è stato cuccato uno spacciatore disincantato quanto inesperto: cercava di vendere fentanyl, l’oppiaceo sintetico che fa strage in Usa e Canada ma che in Italia ed Europa viene poco considerato dalle narcomafie visto che la domanda è scarsa.

A Catania c’è un classico binomio un po’ più violento del solito, oltre alle armi da taglio e da fuoco, le autorità di polizia hanno sequestrato delle bombe a mano (se pensiamo che in centro e sud America le autorità sequestrano anche carri armati, sommergibili, aerei o imbarcazioni da combattimento, etc... in Italia siamo ancora a livello dilettantesco... ma siamo sulla buona strada).

 

E arriviamo a Roma “caput mundi”, che si distingue in modo particolare per quantità di sequestri e arresti, in un “carosello” che non si ferma allo specifico territorio, ma che si dirama in tutto il centro Italia: otto arresti e rifornimento dettagliato di tutte le piazze con organizzazione impeccabile.

 

Scarse, infine, le coltivazioni individuate: solo una piantagione di cannabis a Catania e una serra di marijuana a Treviso… che confermano, viste le differenze dei due luoghi, che, quando il mercato domanda  (e anche tanto, visto che gli spinelli vanno sempre per la maggiora), l’ingegno e l'impegno umano per produrre l’offerta, non ha limiti climatici.

 

Per il novero delle cose inutili quanto maschie, la settimana entrante, invece, vedrà la nostra primo ministro Giorgia Meloni, venerdì 23 a San Patrignano (Rimini). Discuterà a livello internazionale (Coalizione Europea contro le droghe - ECAD), con la promozione di Italia e Francia, su prevenzione e recupero delle tossicodipendenze. Sentiamo già il rumore di ferraglia di manette e serrature di gabbie che si chiudono. Con il supporto di tanta buona volontà come quella della legge italiana da poco approvata che dice che i tossicodipendenti in carcere non ci devono stare, ma poi per farlo stanziano soldi per de-carcerare solo il 2% dei potenziali aventi diritto.

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

Qui le quantità di droghe sequestrate e relativi arresti nella scorsa settimana

 

 

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