Carburanti. Navigare a vista aumentando il debito pubblico

Nel secolo dell’Intelligenza Artificiale, in materia crisi petrolifera, il nostro Governo naviga a vista. Ieri sera è stato varato l’undicesimo provvedimento che prevede il calo delle accise.
Con la promessa di passare presto a misure più strutturali e selettive, soprattutto per le fasce di reddito più basse e alle imprese. Intanto i 130 milioni alla bisogna per “calmare” fino al 5 Settembre lo sdegno di chi sta tornando dalle vacanze, invece di prenderli (come preannunciato) dal maggiore gettito Iva dovuto all’aumento dei prezzi, vengono recuperati attraverso un meccanismo di anticipo dell'acconto fiscale sui dividendi dei grandi gruppi energetici (essenzialmente Eni). Di fatto un esborso non previsto con soldi levati da introiti già in programma d’uso, cioè un aumento del debito pubblico che, di conseguenza, grava sul Pil, cioé scelte economiche che invece di generare reddito generano debito.
Non una bella premessa per quanto dovrebbe essere deciso alla scadenza di questo taglio. Con l’aggiunta che - Europa malvagia quanto spugna da mungere - il tentativo di scaricare sull’Unione il problema (extra profitti delle compagnie energetiche) è stato respinto. Mentre se questa opzione dovesse essere presa in considerazione a livello nazionale, sembra che il governo stesso potrebbe entrare in crisi visto che non tutti all’interno ne sono convinti.
Il problema per il consumatore non è però auspicare che un governo diverso cambi la situazione, visto che i maggiori partiti di opposizione in materia dicono e propongono le stesse cose del governo.
Ipotesi di minor danno sarebbe meno tasse, più energie alternative, più servizi di trasporto pubblico e più liberalizzazioni…. ma questa è roba da campagne elettorali e non quegli atti concreti e immediati che necessiterebbero.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc