Domenica 30 agosto 2026
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Firenze respira poco e sembra che morirà di asfissia

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Ovunque nel mondo, Firenze inclusa, si parla dell’importanza degli alberi in città. Un‘importanza che potremmo sintetizzare in una frase: 

Gli alberi sono la politica che non si vede, ma si respira

 

Il problema è nel passare dalle parole ai fatti. Nel rimediare quanto è stato fatto di sbagliato e di fare il nuovo considerando gli alberi non un arredo urbano ma infrastruttura, anche sociale.

 

A Firenze c’è molto da lavorare in merito, a partire dai luoghi più conosciuti come piazza Annigoni, piazza del Carmine, i ridicoli aranceti (alberi non indicati per far vivere una città) di via Cavour, etc. Per la Fortezza da Basso, il futuro giardino Fallaci dovrebbe porre fino all’attuale scempio che vede un terzo del giardino con lavori in corso (fermi) da anni ed anni. E poi ci sarebbero tutte le nuove vie del tram per cui hanno dovuto abbattere molti alberi e che dovrebbero essere ripiantati in un contesto di verde urbano che eviti l’impatto “ferraglia” di questa infrastruttura.

 

Colpisce - quartiere Rifredi - piazza Leopoldo: l’avanzare dei lavori davanti al supermercato Coop: una grande gettata di cemento. Contesto in cui, al momento, sono stati penalizzati solo pedoni e biciclette (che si è costretti a legare - fuorilegge - ai pochi pali presenti nelle vie adiacenti). La ristrutturazione del vecchio giardino (che era molto degradato) non sembra proprio seguire le parole ecologiche dell’amministrazione cittadina, ma in continuità con quanto di cementificato sia stato già fatto.

 

Certo, abbiamo il parco delle Cascine che - dicono - sia in via di guarigione da problemi di ordine pubblico. Ma è un parco bellissimo che, per la sua esistenza, non giustifica che altri luoghi debbanno indurre ad inquinamento ed asfissia. Le Cascine sono parco pubblico dall'inizio del 1800, in un contesto edificato ben diverso da quello attuale  Cioé: non ne facciamo un alibi da usare in percentuale per dire che a Firenze il verde c'è. E il problema non è avere parchi in alcune zone, ma far respirare tutta la città.

 

La nostra preoccupazione è che, visto l’andazzo di lavori che sconvolgono la città, la sua economia e la sua socialità (tramvia docet, con tutti i tempi di realizzazione sforati), non si proceda per l’umanizzazione/naturalizzazione degli spazi urbani con lo stesso andazzo e pressapochismo.

 

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