Ue e confini. Ceuta. La lezione antieuropea
I fatti di Ceuta, allo stato, hanno confermato - complici Sanchez e Meloni - incapacità e non-volontà dell’Ue di migliorare se stessa
Dopo i fatti Ceuta, l’Italia ha sospeso gli accordi Schengen per l’ingresso dalla Spagna in Italia (anche se Ceuta è fuori di questi accordi) e, siccome non bastava questa “leggerezza”, le nostre autorità hanno giustificato la decisione portando ad esempio che una quindicina (15) di persone extra-Ue erano state fermate con problemi di ingresso ai confini marittimi ed aeroportuali.
Tutto condito con retorica che, per non farsi mancare nulla, è stata alimentata dal successivo vertice Ue in materia che ha rimarcato che l’Ue è di nuovo impantanata nel caos migratorio che essa stessa ha creato. La Commissione europea ha promesso di raddoppiare i finanziamenti per la sicurezza delle frontiere, la cooperazione con i governi africani e l'aumento delle espulsioni. Nonostante le capacità spagnole di far fronte ai 70mila migranti di Ceuta, senza grossi problemi per sé e per l'Ue, non sono mancate critiche alla recente regolarizzazione spagnola di più di mezzo milione di migranti (che - dicono - avrebbe stimolato i fatti nell’enclave), senza considerare che le recenti politiche in merito (soprattutto di Italia e Grecia) non hanno portato ad aumenti dell’immigrazione clandestina.
Realisticamente, finché l'Ue continuerà a utilizzare gli aiuti per rafforzare la sicurezza delle frontiere senza affrontare i problemi di fondo come le disparità economiche e la cattiva governance nei paesi limitrofi, è probabile che si verifichino più episodi di migrazione improvvisa, caotica e su larga scala, non meno.
La più penalizzata in assoluto è stata la politica europea che dovrebbe portare a quelli che - per semplificare - chiamiamo Stati Uniti d’Europa. Alla sconclusionata reazione italiana (seguita da alcuni con Danimarca in primis), la reazione della Spagna è stata da tipica ripicca: la sospensione di Schengen per gli italiani che entrano in Spagna, con uniche vittime gli italiani che - numerosissimi in questo periodo - visitano quel Paese e le logistiche doganali di porti ed aeroporti.
Il primo ministro spagnolo Sanchez ha deciso di giocare di ripicca, come un sempliciotto, piuttosto che dare una lezione di statismo europeo ai suoi partner comunitari.
La politica sui migranti gioca un ruolo determinante, al pari di quella - tutta da istituire - sulla difesa. Ma siamo ancora in alto mare.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc