AI Act: cosa scatta il 2 agosto 2026 e cosa è stato rinviato
Dal 2 agosto 2026 entra nella sua fase di applicazione generale il Regolamento UE 2024/1689, noto come AI Act, la prima normativa organica al mondo dedicata all'intelligenza artificiale. Come riporta La Repubblica, la data segna un passaggio rilevante, ma il quadro è più articolato di quanto molti abbiano anticipato: non tutti gli obblighi previsti originariamente scattano insieme.
Quello che diventa operativo dal 2 agosto riguarda principalmente due ambiti. Il primo è la trasparenza: chiunque fornisca sistemi di intelligenza artificiale che interagiscono direttamente con le persone — chatbot, assistenti vocali, agenti conversazionali — è tenuto a rendere riconoscibile la natura artificiale del sistema. L'utente deve sapere quando sta parlando con una macchina. Allo stesso modo, chi utilizza l'IA per creare deepfake o per generare testi su questioni di interesse pubblico deve dichiararlo esplicitamente. Chi impiega sistemi di riconoscimento delle emozioni o di categorizzazione biometrica ha l'obbligo di informare le persone coinvolte. Il secondo ambito riguarda l'entrata in operatività del regime sanzionatorio e della governance nazionale: le autorità di vigilanza ottengono pieni poteri di controllo e la Commissione europea può multare i fornitori dei grandi modelli di intelligenza artificiale per finalità generali (i cosiddetti GPAI).
In Italia, la legge n. 132/2025 ha affidato la vigilanza all'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e le funzioni di notifica all'AgID. Le sanzioni previste per la violazione degli obblighi possono arrivare fino a 35 milioni di euro, o al 7% del fatturato mondiale, nei casi più gravi.
Gli obblighi più onerosi, quelli sui sistemi classificati ad alto rischio, sono invece stati rinviati dal cosiddetto Digital Omnibus, il pacchetto di semplificazione approvato dal Parlamento europeo il 16 giugno 2026 e adottato dal Consiglio UE il 29 giugno. Il Regolamento (UE) 2026/1744, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il 24 luglio 2026, sposta al 2 dicembre 2027 gli obblighi per i sistemi ad alto rischio autonomi — quelli usati in ambiti sensibili come selezione del personale, valutazione del merito creditizio, biometria, istruzione, law enforcement e amministrazione della giustizia. Per i sistemi ad alto rischio integrati in prodotti già coperti da normativa europea di settore, come dispositivi medici e macchinari industriali, la scadenza slitta ulteriormente al 2 agosto 2028.
Un parziale alleggerimento riguarda anche il watermarking, ossia la marcatura leggibile dalle macchine dei contenuti generati dall'IA: per i sistemi già presenti sul mercato prima del 2 agosto 2026, l'obbligo scatterà il 2 dicembre 2026, concedendo quattro mesi aggiuntivi per adeguarsi tecnicamente. Dalla stessa data, il 2 dicembre 2026, entreranno in vigore anche due nuovi divieti: la generazione di immagini intime non consensuali (nudificazione) e la produzione di materiale di abuso sessuale su minori tramite intelligenza artificiale.
Il rinvio degli obblighi ad alto rischio non equivale a una sospensione generale delle regole. Gli obblighi già vigenti — i divieti sulle pratiche inaccettabili e l'obbligo di formazione del personale sull'IA, entrambi in vigore dal 2 febbraio 2025 — restano pienamente applicabili. Le organizzazioni sono chiamate a mappare e classificare i propri sistemi di intelligenza artificiale per livello di rischio e ad avviare per tempo i percorsi di conformità, senza attendere le nuove scadenze.