Mercoledì 23 settembre 2026
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Credito al consumo, entra in vigore la riforma UE: più tutele per i risparmiatori

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Una riforma organica del credito al consumo è in arrivo anche in Italia, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare le tutele per chi contrae un prestito o una dilazione di pagamento, incluse le nuove formule diffuse online come il "compra ora, paga dopo". Come riporta Altalex, il provvedimento nasce dal recepimento della direttiva europea 2023/2225, nota come CCD2 (Consumer Credit Directive 2), che abroga la precedente disciplina del 2008 e amplia in modo significativo sia le tutele per i consumatori sia il campo di applicazione delle norme.

 

In Italia il recepimento è già avvenuto con il decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 212, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 gennaio 2026. Le nuove disposizioni entreranno pienamente in vigore dal 20 novembre 2026, data in cui la vecchia direttiva sarà definitivamente abrogata, salvo un regime transitorio per i contratti già in corso.

 

Tra le principali novità introdotte c'è il diritto di recesso entro 14 giorni per i contratti finanziari conclusi a distanza, senza alcuna penalità: una tutela che viene ora codificata in un nuovo articolo del Codice del consumo, il 59-octies. Un'altra modifica di rilievo riguarda l'estinzione anticipata dei prestiti: la riforma recepisce i principi fissati dalla sentenza Lexitor della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (causa C-383/18, dell'11 settembre 2019), secondo cui in caso di rimborso anticipato il consumatore ha diritto alla riduzione di tutti i costi del credito, e non solo di quelli strettamente legati alla durata residua del contratto.

 

La nuova disciplina introduce anche limiti precisi all'indennizzo che il finanziatore può chiedere in caso di rimborso anticipato: non potrà superare l'1% dell'importo rimborsato se la vita residua del contratto è superiore a un anno, e lo 0,5% se inferiore.

 

Un altro fronte di intervento riguarda l'ampliamento della platea di soggetti regolati: la definizione di intermediario del credito viene estesa per includere in modo più puntuale i nuovi operatori del mercato digitale, dalle piattaforme online ai fornitori di formule di pagamento dilazionato, fino ai marketplace che offrono servizi di finanziamento. Questi soggetti vengono così assoggettati agli obblighi di trasparenza e correttezza già previsti per gli operatori tradizionali, con un rafforzamento della vigilanza da parte delle autorità competenti sui nuovi attori fintech.

 

La riforma punta quindi a colmare un vuoto normativo che si era creato con la diffusione di strumenti di credito nati e cresciuti fuori dai canali bancari tradizionali, spesso proposti direttamente nei siti di e-commerce al momento dell'acquisto, e a garantire che anche chi utilizza questi strumenti possa contare sulle stesse tutele previste per un tradizionale prestito personale.

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