Dipartimento antidroga: "cooperazione internazionale essenziale contro traffico stupefacenti"
AFRICA - TUNISIA
Notizia·14 settembre 2026
La cooperazione internazionale, in particolare con i Paesi confinanti, e' essenziale per contrastare il traffico di stupefacenti attraverso "indagini congiunte" e lo "scambio di informazioni sulle reti internazionali", nel quadro degli accordi bilaterali e internazionali. Lo ha affermato Muhammad Ali Shuaibi, capo del dipartimento antidroga della Polizia giudiziaria tunisina di El Gorjani, intervenendo a un programma televisivo dedicato alla lotta alla droga in Tunisia, trasmesso dal primo canale della "Televisione nazionale" (Al Watania 1).
Secondo Shuaibi, la Tunisia "si trova al crocevia delle principali rotte del contrabbando di vari tipi di stupefacenti", in ragione della sua posizione nel Mediterraneo e nel Nord Africa e della vicinanza all'Europa. Le sostanze stupefacenti, ha spiegato, vengono introdotte clandestinamente nel Paese "via mare, via aria e via terra". Il responsabile ha segnalato in particolare l'ingresso attraverso il confine con la Libia di "grandi quantita'" di cocaina e di compresse di ecstasy. La Libia, ha osservato, e' diventata dopo il deterioramento della situazione della sicurezza seguito al 2011 "un'area per lo stoccaggio di vari tipi di stupefacenti", tra cui cocaina, eroina e pillole narcotiche, soprattutto nelle zone sotto il controllo di milizie armate.
Le dichiarazioni sono in linea con quanto riportato dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) nel rapporto "Dinamiche del traffico di droga in Libia e in tutto il Nord Africa: tendenze e impatti", pubblicato nel gennaio 2025. Il documento evidenzia il legame tra il traffico di droga e il contesto di sicurezza in Libia, sottolineando il ruolo crescente del Paese come punto di transito per le sostanze destinate ai mercati della regione.
Shuaibi ha inoltre richiamato il fenomeno della diffusione dell'ecstasy, spiegando che, "poiche' la Tunisia e' un Paese turistico e giovanile per eccellenza", la sostanza viene venduta nei bar e nelle discoteche. Particolare attenzione e' stata dedicata anche al pre'gabaline, commercializzato con il nome di Lyrica, farmaco utilizzato per il trattamento del dolore neuropatico, dell'epilessia e di alcuni disturbi d'ansia. Secondo Shuaibi, le compresse vengono contrabbandate dall'India verso l'Algeria attraverso Turchia, Libia e Tunisia. "Quando un milione di compresse transitano per la Tunisia, 100 mila di esse rimangono in Tunisia, e quando ne transitano 10 milioni, un milione rimane in Tunisia", ha affermato il dirigente della Polizia tunisina, sottolineando come si sia cosi' sviluppato nel Paese "un mercato di consumo autosufficiente" per il pre'gabaline.
Il capo del dipartimento antidroga ha precisato che la Tunisia "non coltiva, produce o fabbrica stupefacenti" e che "le sostanze entrano nel Paese esclusivamente attraverso il contrabbando". Nelle reti criminali, ha aggiunto, sono coinvolti anche cittadini tunisini impiegati nel trasporto merci tra l'Europa e la Tunisia, oltre a membri delle comunita' africane residenti nel Paese. Shuaibi ha definito il traffico di droga un fenomeno di "criminalita' organizzata di alto livello", particolarmente sviluppato in Francia e nella regione europea, sottolineando il significativo aumento dei sequestri di cocaina registrato in Tunisia negli ultimi cinque anni. Tra i fenomeni piu' preoccupanti vi e' quello legato alle pillole narcotiche. Shuaibi ha ricordato che nel 2020 i sequestri non superavano le 60 mila compresse, mentre "negli anni successivi si e' registrato un forte incremento". Nel settembre 2025, le autorita' del porto di Rades, nella periferia sud di Tunisi, hanno sequestrato circa 12 milioni di pillole narcotiche all'interno di un container proveniente da un Paese europeo, in quello che e' stato descritto come "il piu' grande sequestro di questo tipo nella storia della Tunisia". Le compresse erano del tipo pre'gabaline.
Secondo quanto riferito precedentemente dall'agenzia di stampa tunisina "Tap", la spedizione era destinata a finalita' promozionali nell'ambiente scolastico e rivolta a gruppi di giovani. Per Shuaibi, prendere di mira gli istituti scolastici significa "colpire al cuore la societa' tunisina". Il ministero dell'Interno, ha assicurato, e' "vigile" e sta lavorando per mettere in sicurezza gli istituti e le aree circostanti. I dati citati dall'ufficiale tunisino evidenziano un forte aumento dell'attivita' legata agli stupefacenti: "i casi di droga sono passati da oltre 5.000 nel 2020 a piu' di 15.000 nel 2025, mentre le persone arrestate, tra spacciatori, contrabbandieri e consumatori, sono aumentate da circa 10 mila a oltre 27 mila nello stesso periodo", ha dichiarato.
Per contrastare il fenomeno, ha aggiunto Shuaibi, e' necessario agire contemporaneamente sul "taglio dell'offerta" e sulla "riduzione della domanda". Il contrasto all'offerta, ha spiegato, compete alle agenzie di sicurezza, alle forze dell'ordine e alle autorita' preposte al controllo delle frontiere, mentre la riduzione della domanda richiede un approccio partecipativo fondato sulla sensibilizzazione sui rischi delle droghe, a partire dalla famiglia e coinvolgendo istituzioni educative, media e strutture sociali. Shuaibi ha infine sottolineato che l'aumento del fenomeno del traffico di droga in Tunisia ha coinciso con "un aumento dei sequestri e dei successi in materia di sicurezza" nella lotta contro le reti della criminalita' organizzata. La legge, ha affermato, sara' applicata a chiunque venga coinvolto, "indipendentemente dal suo status, livello e posizione sociale", compresi coloro che lavorano nelle istituzioni statali.
Parallelamente, dal 10 settembre il ministero della Famiglia, delle Donne, dell'Infanzia e degli anziani ha avviato la prima fase di un programma nazionale di comunicazione per la prevenzione dei rischi legati alla droga, realizzato in collaborazione con altri ministeri, mezzi di informazione pubblici, organizzazioni e associazioni partner.
(agenzia Nova)
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