Intelligenza artificiale, regole diverse nei paesi dell'Asia-Pacifico
Negli ultimi dodici mesi i paesi dell'area Asia-Pacifico hanno accelerato in modo significativo l'adozione di norme sull'intelligenza artificiale, ma con approcci molto diversi tra loro. Lo segnala lo studio legale internazionale Latham & Watkins, che segue da vicino l'evoluzione normativa della regione.
Secondo l'analisi, alcuni governi hanno scelto di dotarsi di quadri legislativi completi e organici sull'IA, mentre altri hanno preferito interventi più circoscritti, come l'obbligo di etichettare i contenuti generati artificialmente, senza arrivare a una regolamentazione onnicomprensiva del settore.
Il quadro che emerge conferma una tendenza già osservata da altri osservatori del settore legale: la regione Asia-Pacifico non sta seguendo un percorso unico verso la regolamentazione dell'IA, ma procede con velocità e strumenti differenti da paese a paese. Alcuni Stati hanno puntato su leggi vincolanti dedicate specificamente all'intelligenza artificiale, altri si sono affidati a linee guida non vincolanti e principi etici generali, lasciando alle norme già esistenti il compito di disciplinare i nuovi utilizzi della tecnologia.
Questa frammentazione pone alle aziende che operano su più mercati della regione la necessità di monitorare costantemente requisiti di trasparenza algoritmica, protezione dei dati personali e regole settoriali specifiche, che possono variare sensibilmente da un Paese all'altro pur muovendosi, in alcuni casi, verso un maggiore allineamento con i principi del risk-based approach già adottato dall'Unione Europea con il proprio regolamento sull'intelligenza artificiale.