Venerdì 14 agosto 2026
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MiCA in vigore: come cambia il mercato crypto in Europa dopo il 1° luglio

U.E.
Notizia ·

Il 1° luglio 2026 ha segnato una svolta definitiva per il mercato delle criptovalute nell'Unione Europea: il periodo transitorio del regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets, Regolamento UE 2023/1114) è scaduto, e da quel momento solo gli operatori in possesso di una licenza CASP (Crypto-Asset Service Provider) possono offrire legalmente servizi ai clienti europei. Come riporta BeInCrypto, a oltre quaranta giorni dall'entrata in piena operatività del regolamento, il settore mostra i primi segnali concreti di adattamento — e anche di drastica riduzione.

 

Secondo i dati del registro CASP aggiornato a fine luglio 2026, solo 16 delle prime 100 piattaforme di scambio al mondo per volumi trattati risultano in possesso di una licenza MiCA. Il mercato europeo si è dunque concentrato intorno a un gruppo ristretto di operatori autorizzati — tra cui Bitvavo, Bitpanda, Kraken, Coinbase, Crypto.com, OKX, Bitstamp e Revolut — che ora possono operare in tutti i Paesi dell'Area Economica Europea grazie al meccanismo del "passaporto unico" europeo. La Germania detiene circa il 30% di tutte le autorizzazioni MiCA con 53 entità licenziate, seguita dai Paesi Bassi (25), dalla Francia (13) e da Malta (12).

Il caso più emblematico è quello di Binance, la più grande piattaforma di scambio al mondo per volumi. Dopo aver ritirato la propria domanda di licenza in Grecia il 24 giugno — a pochi giorni dalla scadenza — la società ha comunicato agli utenti di Polonia, Italia, Spagna e Francia la sospensione dei nuovi accessi, dei depositi e dei prodotti di staking a partire dal 1° luglio 2026. Binance ha assicurato che i fondi dei clienti restano al sicuro e che intende ripresentare domanda attraverso un altro Stato membro dell'UE.

 

Sul fronte delle stablecoin, la situazione è altrettanto significativa. Tether (USDT), la stablecoin più utilizzata al mondo, non ha ottenuto l'autorizzazione prevista dal MiCA e ha dichiarato di non avere intenzione di richiederla. Di conseguenza, le principali piattaforme autorizzate hanno progressivamente rimosso o limitato il trading di USDT per i clienti europei. Le stablecoin conformi al MiCA attualmente disponibili nel mercato UE sono USDC di Circle e EURCV di Société Générale. Tether aveva già subito delistaggi anticipati: Coinbase aveva rimosso USDT per gli utenti dell'Area Economica Europea già a dicembre 2024, Crypto.com a gennaio 2025, Binance a marzo 2025.

 

I costi di conformità rappresentano un ostacolo rilevante, soprattutto per le realtà più piccole: ottenere un'autorizzazione CASP richiede tra 250.000 e 500.000 euro, il che ha spinto la maggior parte delle piccole imprese crypto europee a scegliere l'uscita dal mercato. Chi opera senza licenza si trova davanti a cinque strade: ottenere l'autorizzazione, cessare l'attività, avviare una liquidazione ordinata, trasferire i clienti a un CASP autorizzato, oppure fondersi con un soggetto già titolare di licenza. L'Autorità francese dei mercati finanziari (AMF) ha avvertito che operare senza autorizzazione espone le imprese a sanzioni penali.

 

Circa il 70% delle transazioni crypto degli utenti europei avviene già su piattaforme conformi al MiCA. Sul fronte istituzionale, la chiarezza normativa sta producendo effetti positivi: gli investimenti istituzionali in criptovalute in Europa sono aumentati del 50% su base annua nel 2025. La Banca Centrale Europea ha tuttavia lanciato un avvertimento: secondo il membro del Comitato Esecutivo BCE Piero Cipollone, stablecoin come USDT e USDC potrebbero sottrarre progressivamente depositi alle banche commerciali, minacciando il modello tradizionale di raccolta. Questo scenario alimenta la riflessione sull'opportunità di accelerare il progetto dell'euro digitale.

 

Resta aperto il tema dell'applicazione uniforme del regolamento tra i diversi Paesi membri: dieci Stati dell'UE, tra cui Italia, Polonia e Romania, non hanno ancora rilasciato alcuna licenza MiCA a operatori crypto. La vera sfida — secondo gli operatori del settore — non era ottenere l'autorizzazione, ma gestire la fase successiva: applicazione coerente da parte delle autorità nazionali, consolidamento del mercato e revisione del regolamento stesso, il cui processo è stato aperto a maggio 2026.

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