Venerdì 31 luglio 2026
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Oltre un milione di domande per la sanatoria migranti di Sanchez

U.E. - SPAGNA
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Come riporta ANSA, si è chiusa il 30 giugno la finestra per presentare domanda nell'ambito del processo straordinario di regolarizzazione degli immigrati irregolari avviato in Spagna il 15 aprile scorso dal governo di Pedro Sanchez. Il bilancio finale ha superato ogni previsione: le richieste hanno raggiunto e superato quota un milione, quasi il doppio rispetto ai 500mila potenziali beneficiari inizialmente stimati dall'esecutivo. Secondo la piattaforma amministrativa Mercurio e le organizzazioni di assistenza ai migranti, il totale potrebbe sfiorare 1,2 milioni di domande.

 

Il provvedimento riguarda i migranti già presenti nel Paese in grado di dimostrare almeno cinque mesi di residenza continuativa alla data del 1° gennaio 2026 e senza precedenti penali. A metà giugno il ministero dell'Inclusione, Sicurezza Sociale e Migrazioni aveva già registrato circa 900.000 richieste, delle quali 360.000 ammesse all'istruttoria con il rilascio di un'autorizzazione provvisoria al soggiorno e al lavoro.

 

Presentando il nuovo Piano di Integrazione e di Cittadinanza — pensato per affiancare la sanatoria con programmi di inserimento nel mercato del lavoro — Sanchez ha definito la misura una scelta non solo "umanitaria", ma una risposta "legale, sicura e ordinata" ai flussi migratori. Il programma è finanziato con 500 milioni di euro e sarà supportato dalla futura Agenzia statale per la mobilità umana.

 

Il premier ha anche richiamato l'urgenza demografica: senza il contributo dei migranti, la Spagna — alle prese con il calo delle nascite come il resto dell'Occidente — perderebbe, secondo le sue stime, il 19% del Pil entro il 2050 e il 22% entro il 2075.

 

La sanatoria resta tuttavia al centro di un acceso scontro politico e giudiziario. Il Partido Popular e l'ultradestra di Vox contestano la misura, sostenendo che possa incentivare nuovi arrivi irregolari. Alcune giunte regionali di centrodestra hanno già presentato ricorso, e la Corte Suprema spagnola ha proposto di investire formalmente la Corte di Giustizia dell'Unione Europea tramite una questione pregiudiziale, sollevando dubbi sulla compatibilità del decreto con il Patto sulla migrazione e l'asilo approvato dall'Ue nel 2024.

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