Tossicodipendenza-overdose. Le richieste di Forum Droghe nella giornata internazionale
In Italia almeno 249 persone sono morte per intossicazione acuta da sostanze nel 2025: quasi cinque ogni settimana e il 7,8% in più rispetto alle 231 vittime del 2024. Il 31 agosto, in occasione dell’International Overdose Awareness Day, Forum Droghe chiede che la prevenzione delle morti per overdose diventi un obiettivo misurabile delle politiche nazionali e regionali.
I dati provengono dalla Relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze 2026 e riguardano i decessi direttamente accertati dalle forze dell’ordine. La cocaina è stata indicata come responsabile del 33% delle morti, confermandosi una delle sostanze di maggiore impatto sanitario: nel 2025 è risultata associata anche al 32% dei ricoveri droga-correlati. Nello stesso anno gli accessi ai pronto soccorso per condizioni direttamente connesse alle droghe sono stati 9.641, in crescita del 15%.
Per confrontare correttamente Italia ed Europa occorre utilizzare lo stesso anno e lo stesso indicatore. Nel 2024 il tasso italiano registrato dal Governo è stato di circa 0,6 morti ogni 100.000 abitanti tra i 15 e i 64 anni. La media dell’Unione europea stimata dall’EUDA per lo stesso anno è stata di 2,5 ogni 100.000. Nell’UE si sono verificate almeno 7.589 overdose mortali. Il dato italiano appare dunque quattro volte inferiore alla media europea: non era così all’inizio degli anni ’90, prima che fossero avviate le politiche di riduzione del danno nel nostro paese: allora, le morti oscillavamo tra 1.500 e 2.000.
«Il tasso italiano più basso rispetto alla media europea non è un regalo del proibizionismo. È il risultato del lavoro svolto dagli anni Novanta dalle unità di strada, dai servizi pubblici e del privato sociale, dai programmi con metadone e dalla distribuzione del naloxone alle persone che usano sostanze», dichiara Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe. «Quella spinta si è però fermata. La riduzione del danno è inserita nei Livelli essenziali di assistenza dal 2017, ma continua a non avere linee guida nazionali e così dipende dal codice postale: presente in alcuni territori, quasi inesistente in altri. 249 morti evitabili non sono un risultato di cui accontentarsi. Il Governo deve fissare l’obiettivo zero e finanziare gli strumenti necessari per raggiungerlo, che non sono i roboanti piani contro il fentanyl di Mantovano, che danno l’evidenza del fallimento al primo furto in ospedale. Sono Stanze dell’uso sicuro, Drug Checking, Naloxone e stabilizzazione dei servizi di riduzione del danno e a bassa soglia sul territorio nazionale».
«Le overdose non sono incidenti inevitabili e non si prevengono spaventando o punendo», afferma Susanna Ronconi di Forum Droghe. «Si prevengono costruendo una relazione con le persone nei luoghi in cui vivono e consumano. Una stanza dell’uso sicuro non incoraggia il consumo: impedisce che una persona muoia sola in strada e apre una porta verso la salute. Il drug checking non certifica la qualità delle droghe, ma rende visibile ciò che il mercato clandestino mette dentro una dose e permette di comunicare il rischio. Il naloxone non sostituisce i servizi: mantiene in vita le persone perché possano incontrarli. È questa la concretezza della riduzione del danno».
Forum Droghe chiede al Governo e alle Regioni:
- il reintegro della Riduzione del danno nelle strategie nazionale e regionali;
- un piano nazionale contro le overdose con obiettivi, risorse e indicatori pubblici;
- naloxone gratuito e distribuito attivamente nei SerD, nelle farmacie, nelle carceri, nei dormitori, nei servizi di prossimità e nei luoghi del divertimento;
- l’apertura sperimentale di stanze dell’uso sicuro nelle città con scene aperte del consumo;
- una rete nazionale di drug checking capillare e collegata al Sistema di allerta precoce;
- standard uniformi e finanziamenti vincolati per unità di strada, drop-in e altri servizi a bassa soglia;
- protezione per chi chiama i soccorsi durante un’overdose
- pieno coinvolgimento delle persone che usano sostanze nella progettazione degli interventi.
Il 31 agosto ricordiamo le persone morte, ma soprattutto rivendichiamo il diritto di chi è vivo a non diventare il prossimo numero. Overdose, obiettivo zero.