Bolivia, l'alleanza tra il "re della coca" e un nazista per creare un narco-Stato

Un libro-inchiesta ricostruisce una delle pagine più oscure della storia recente della Bolivia: l'alleanza tra Roberto Suárez, il "re della coca" che avrebbe inspirato il personaggio di Alejandro Sosa nel film Scarface, e Klaus Barbie, ex capo della Gestapo di Lyon rifugiato nel paese sudamericano sotto falsa identità e diventato colonnello dell'esercito boliviano.
Il volume, intitolato "El narco y el nazi" e scritto dal giornalista tedesco Christian Bergmann insieme al collega spagnolo David López Canales, si basa su documenti declassificati e su circa cento testimonianze raccolte in tre anni di lavoro tra Bolivia, Stati Uniti ed Europa. Come riporta Infobae, gli autori sono partiti dalle memorie sulla vita di Suárez pubblicate dalla vedova, ritenendo che la storia non fosse stata raccontata fino in fondo e richiedesse un approfondimento sugli anni precedenti al golpe.
Una delle difficoltà principali dell'inchiesta è stata rintracciare i protagonisti ancora vivi di eventi accaduti più di quarant'anni fa, a partire dalla famiglia di Suárez, che secondo i due giornalisti avrebbe tentato di "ripulire" l'immagine della sua alleanza con quello che definiscono un "criminale nazista" della Gestapo, conosciuto come il "macellaio di Lione". I nipoti di Klaus Barbie, che vivono ancora in Bolivia, si sarebbero rifiutati persino di incontrare gli autori per un caffè.
Secondo quanto ricostruito nel libro, alla fine degli anni '70 Barbie chiese a Suárez cinque milioni di dollari per finanziare il golpe militare del 1980 guidato dal generale Luis García Meza, che avrebbe imposto l'ultima dittatura della storia boliviana. In cambio, l'ex nazista garantì protezione al narcotrafficante attraverso un gruppo paramilitare composto da neonazisti, noto come "Los Novios de la Muerte".
Gli effetti di questa alleanza sull'economia illegale del paese furono immediati e travolgenti: il traffico di cocaina superò il miliardo e mezzo di dollari nel 1980, mentre la produzione di foglie di coca in Bolivia passò da poco più di 17.000 tonnellate nel 1979 a oltre 141.000 tonnellate nel 1985, secondo i dati riportati dal libro e citati da SurySur.
Gran parte della responsabilità di questa crescita vertiginosa viene attribuita da Bergmann a Suárez, l'allevatore diventato l'architetto delle esportazioni di cocaina su larga scala: prima del suo ingresso nel settore, i piccoli produttori boliviani di foglie di coca e pasta base vendevano ai narcotrafficanti colombiani a prezzi irrisori, mentre Suárez applicò al traffico di droga la stessa logica di negoziazione in blocco che già utilizzava per l'esportazione di bestiame verso il Brasile.
Suárez era inoltre amico personale di Pablo Escobar, al quale garantiva forniture costanti di pasta base per la produzione di cocaina destinata ai mercati internazionali. Il libro ricorda anche un precedente storico curioso: già negli anni precedenti, il fondatore delle SA (il braccio paramilitare del partito nazista), Ernst Röhm, era stato invitato a fare da consulente per l'esercito boliviano.
Gli autori, tuttavia, non si attribuiscono la scoperta della protezione offerta dai governi militari boliviani ai criminali di guerra nazisti rifugiati nel paese, un fenomeno già noto e diffuso in diverse dittature latinoamericane dell'epoca. Il loro contributo, spiegano, è aver ricostruito nel dettaglio il ruolo che uno dei nazisti più sanguinari ebbe nella creazione del primo narco-Stato della storia.
Nel libro resta aperta, come ipotesi non dimostrabile con prove concrete, la questione di un possibile coinvolgimento degli Stati Uniti nel narcotraffico boliviano. López Canales ha dichiarato che gli Stati Uniti sapevano cosa stesse accadendo in Bolivia, ma che non è stato possibile stabilire con certezza fino a che punto ne fossero complici. La famiglia di Suárez ha sempre sostenuto che il narcotrafficante fosse vicino a Oliver North, il militare statunitense coinvolto nel finanziamento della guerriglia anticomunista in Nicaragua al centro dello scandalo Iran-Contra.