Mercoledì 2 settembre 2026
Menu

DEA lasciava circolare il fentanyl per indagini più grandi: bufera Usa

AMERICHE - USA
Notizia ·

Negli Stati Uniti è esplosa una controversia sulla tattica investigativa adottata dalla DEA (l'agenzia federale antidroga) nella lotta al traffico di fentanyl, l'oppioide sintetico che ha causato decine di migliaia di morti per overdose negli ultimi anni. Come riporta il Texarkana Gazette, un'inchiesta dell'Associated Press ha rivelato che tra il 2023 e il 2025 gli agenti della DEA hanno ripetutamente monitorato, senza sequestrarle, importanti partite di fentanyl in transito nello stato del New Mexico, con l'obiettivo dichiarato di costruire casi giudiziari più solidi contro le organizzazioni di narcotrafficanti.

 

Secondo quanto ricostruito dai giornalisti dell'AP, in alcuni episodi documentati gli agenti hanno osservato corrieri della droga entrare in hotel e abitazioni con zaini che si stima contenessero fino a 100.000 pillole di fentanyl, senza intervenire per bloccarli. Un rapporto interno della DEA ha inoltre documentato un caso specifico: nel 2023 l'agenzia ha assistito, senza agire, alla consegna di 74.000 pillole in un parco di case mobili ad Albuquerque. Questa pratica, nota informalmente come lasciare che la droga "cammini" (walk), avrebbe permesso a quantità enormi di una sostanza letale anche in dosi minime di raggiungere le strade proprio mentre la stessa DEA conduceva una campagna di sensibilizzazione pubblica dal titolo "One Pill Can Kill" (una pillola può uccidere).

 

La vicenda è emersa grazie alle denunce di più whistleblower interni all'agenzia. Tra questi, l'agente speciale David Howell, che aveva già sollevato preoccupazioni formali nel 2023, sostenendo che la strategia violasse un protocollo del Dipartimento di Giustizia del 2019: quest'ultimo imporrebbe agli agenti, quando dispongono di elementi sufficienti per ritenere che il fentanyl sia in fase di distribuzione, di richiedere tempestivamente un mandato di perquisizione per sequestrare la sostanza o comunque impedirne la diffusione. Altri due agenti hanno successivamente raccontato episodi simili, incluso il mancato sequestro di 350.000 pillole intercettate tramite un'intercettazione telefonica nel 2024.

 

Di fronte alle accuse, la DEA ha chiesto formalmente all'organo di controllo interno del Dipartimento di Giustizia di avviare un'indagine sulle segnalazioni dei whistleblower. Un portavoce dell'agenzia ha respinto le ricostruzioni definendo false le descrizioni secondo cui la DEA avrebbe "consapevolmente permesso" al fentanyl di raggiungere le comunità, giudicandole una rappresentazione distorta dei fatti. La governatrice del New Mexico, Michelle Lujan Grisham, ha invece definito la pratica avventata e pericolosa, chiedendo al procuratore generale dello stato di verificare se le azioni dell'agenzia abbiano violato le norme pensate proprio per proteggere le comunità dalla diffusione del fentanyl, sostanza che la Casa Bianca ha classificato lo scorso anno come una vera e propria arma di distruzione di massa.

La controversia ha avuto sviluppi ulteriori: il procuratore generale del New Mexico ha successivamente presentato una causa contro il Dipartimento di Giustizia per ottenere l'accesso agli atti relativi alla vicenda, mentre anche la Camera dei Rappresentanti, attraverso la commissione Oversight guidata dal repubblicano James Comer, ha aperto un'indagine parlamentare chiedendo alle autorità federali di consegnare tutta la documentazione relativa alla strategia di monitoraggio senza sequestro. Il caso resta al centro del dibattito pubblico statunitense, sollevando un interrogativo di fondo: fino a che punto le forze dell'ordine possono tollerare un danno immediato e concreto per la collettività in nome di un beneficio investigativo futuro e incerto.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →