Lunedì 31 agosto 2026
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Debito pubblico G7: i rendimenti in salita fanno esplodere gli interessi

MONDO
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L'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato sta gonfiando il costo del debito pubblico in tutti i paesi del G7, aggravando conti pubblici già appesantiti da livelli di indebitamento storicamente elevati. Come riporta Sri Lanka Guardian, il fenomeno riguarda ormai tutte le principali economie sviluppate, dagli Stati Uniti al Giappone, passando per Regno Unito, Francia e Italia.

Negli Stati Uniti il debito federale ha superato nel 2026 la soglia dei 40mila miliardi di dollari, mentre i pagamenti annui di interessi hanno oltrepassato per la prima volta i mille miliardi di dollari. Il rendimento dei Treasury a trent'anni ha toccato il 5,33% il 18 agosto 2026, il livello più alto dal 2007.

 

Il Regno Unito si trova in una posizione altrettanto difficile: i rendimenti dei gilt si sono avvicinati al 6%, una soglia mai raggiunta dal 1998, mentre gli interessi netti sul debito per l'anno fiscale 2026/27 sono stimati a 109 miliardi di sterline. La combinazione di costi di finanziamento più alti e un servizio del debito già elevato sta mettendo ulteriormente sotto pressione le finanze pubbliche britanniche.

 

Anche la Francia deve fare i conti con oneri significativi sul debito: i costi di servizio previsti per il 2026 si aggirano intorno ai 59 miliardi di euro. Per l'Italia, la traiettoria è considerata particolarmente delicata: entro il 2028 gli interessi sul debito potrebbero arrivare ad assorbire circa il 9% delle entrate pubbliche. Si tratta di un dato seguito con attenzione perché l'Italia è la terza economia dell'eurozona, e le sue dinamiche di debito hanno più volte messo alla prova la tenuta della moneta unica: un aumento costante della quota di entrate destinata al pagamento degli interessi rappresenta quindi un indicatore importante di pressione finanziaria.

 

Anche il Giappone sperimenta pressioni analoghe sul proprio mercato obbligazionario, con i rendimenti a lungo termine che si avvicinano ai massimi degli ultimi trent'anni. Questo andamento mostra come l'aumento dei costi di finanziamento si sia diffuso su tutte le economie avanzate, senza restare confinato a un singolo mercato.

 

Nell'insieme del G7, dal 2024 la spesa per interessi sul debito supera quella per la difesa nella maggior parte dei paesi membri, segno di quanto il servizio del debito sia diventato rilevante rispetto alle altre priorità di spesa pubblica.

 

Il quadro complessivo del debito è altrettanto significativo: il debito pubblico generale dei paesi sviluppati salirà di 4.200 miliardi di dollari, raggiungendo i 75.800 miliardi entro la fine del 2026, pari a circa il 104% del prodotto interno lordo. La maggior parte dei paesi del G7 si trova al di sopra o in prossimità della soglia del 100% del rapporto debito/Pil, con la sola eccezione della Germania, che deve la propria posizione più solida a vincoli costituzionali più stringenti sulla spesa in deficit.

 

L'aumento dei rendimenti sta anche cambiando le opzioni a disposizione degli investitori istituzionali: dopo oltre un decennio in cui i tassi eccezionalmente bassi avevano ridotto l'attrattiva relativa dei titoli di Stato, i rendimenti sovrani più elevati offrono per la prima volta da tempo un'alternativa concreta alle azioni per chi cerca investimenti meno rischiosi.

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