Mercoledì 22 luglio 2026
Menu

Fatture false nel fotovoltaico: condannati tre imputati a Cremona

U.E. - ITALIA
Notizia ·

La Guardia di Finanza di Crema, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cremona, ha concluso con tre condanne un'indagine su un articolato sistema di false fatturazioni nel settore del fotovoltaico e delle costruzioni. Come riporta Il Giorno, le irregolarità contestate ammontano a oltre 2,8 milioni di euro e si protraggono dal 2016 in poi.

 

Al centro dell'indagine — avviata dall'approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette — ci sono tre società formalmente operanti nel settore delle costruzioni, tutte riconducibili a un immobiliarista cremonese. Queste imprese avrebbero emesso sistematicamente fatture per operazioni inesistenti in favore di diverse società attive nel fotovoltaico e nell'edilizia, con l'unico scopo di consentire a queste ultime un consistente risparmio d'imposta illecito.

 

Gli amministratori di diritto e di fatto di tutte le società coinvolte sono stati deferiti alla Procura di Cremona con le ipotesi di reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. L'attività investigativa delle Fiamme Gialle ha permesso di quantificare l'illecito profitto ricavato dagli amministratori delle cosiddette "società cartiere" per l'emissione delle fatture false: oltre 420 mila euro, con ricostruzione puntuale anche della destinazione finale delle somme provenienti dalle società clienti.

 

Il Tribunale di Cremona ha inflitto le seguenti pene: l'amministratore di fatto delle tre società cartiere è stato condannato a 3 anni e 1 mese di reclusione, con confisca di beni per circa 210 mila euro; i due amministratori delle società che hanno utilizzato le fatture false sono stati condannati rispettivamente a 1 anno e 4 mesi e a 10 mesi di reclusione, con una confisca complessiva di beni pari a circa 425 mila euro.

 

In una fase precedente, durante le indagini, tre dei sette indagati avevano già definito la propria posizione avvalendosi del "ravvedimento operoso speciale", versando all'Erario un importo complessivo superiore a 55 mila euro. Già in sede cautelare era stato eseguito un sequestro preventivo — disposto dal GIP del Tribunale di Cremona — di disponibilità finanziarie e beni immobili, tra cui una villa con piscina, per un valore complessivo di oltre 1,3 milioni di euro, a carico di otto società e dei rispettivi amministratori.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →