Venerdì 4 settembre 2026
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Intelligenza artificiale, l'AI fa salire le emissioni. Big Tech non frenano

MONDO
Notizia ·

Il boom dell'intelligenza artificiale sta facendo lievitare consumi energetici ed emissioni di CO2 del settore tecnologico, mentre le grandi aziende digitali non mostrano segnali concreti di voler invertire la rotta. È quanto emerge da un rapporto dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), realizzato insieme alla World Benchmarking Alliance, che ha analizzato 200 grandi aziende tecnologiche a livello globale, delle quali 163 hanno effettivamente fornito dati utilizzabili.

 

Secondo lo studio, nel 2024 il settore digitale ha consumato complessivamente 494 terawattora (TWh) di elettricità, pari all'1,7% del consumo elettrico mondiale, e ha prodotto 301 milioni di tonnellate di CO2, lo 0,8% delle emissioni globali legate all'energia. Un dato in crescita dell'1,2% rispetto al 2023. Particolarmente significativo è il livello di concentrazione: il 54% dei consumi energetici e delle emissioni complessive è riconducibile a sole 10 aziende, che il rapporto non nomina esplicitamente. Ancora più preoccupante è il fronte degli impegni concreti: solo 27 delle 50 maggiori aziende emettitrici hanno fissato obiettivi effettivi di riduzione delle proprie emissioni.

 

I dati diffusi dalle singole società confermano il quadro. Google ha dovuto ammettere un aumento delle proprie emissioni del 18% nel 2025 e dell'82% rispetto al 2019, un incremento che rende di fatto irrealizzabile l'obiettivo che l'azienda si era data di dimezzare le emissioni entro il 2030. Anche Amazon ha dichiarato aumenti significativi, del 16% e del 58% rispettivamente, pur continuando a puntare sulla neutralità carbonica entro il 2040.

 

Le prospettive per i prossimi anni non sono incoraggianti. Il Financial Times ha stimato che i 60 maggiori data center previsti negli Stati Uniti da Amazon, Microsoft, Google e Meta potrebbero generare complessivamente 101,5 milioni di tonnellate di CO2 all'anno, un volume equivalente alle emissioni di 27 centrali a carbone o di 24 milioni di automobili a benzina in circolazione.

Sul fronte degli impegni ambientali, il quadro appare in arretramento: Meta si è ritirata dagli impegni precedentemente assunti per l'utilizzo esclusivo di energie rinnovabili nelle proprie infrastrutture. Ancora più critico il caso di xAI, l'azienda di intelligenza artificiale di Elon Musk, che per alimentare il proprio progetto Colossus 2 ha installato decine di turbine a gas naturale nell'area di Memphis, in Tennessee, e nella vicina Southaven, in Mississippi, senza i necessari permessi federali sulla qualità dell'aria. La vicenda ha scatenato le proteste delle comunità locali, in gran parte afroamericane, e ha portato a contestazioni legali da parte di organizzazioni ambientaliste e per i diritti civili, tra cui la NAACP.

 

Il fenomeno non riguarda solo il caso xAI: l'Environmental Integrity Project ha censito complessivamente 74 progetti di impianti energetici destinati ad alimentare data center negli Stati Uniti, che secondo le stime potrebbero generare insieme 662 milioni di tonnellate di gas serra all'anno.

 

Come riporta Key4biz, il quadro complessivo racconta di un settore che continua a espandersi a ritmi sostenuti senza che gli impegni di sostenibilità dichiarati negli anni passati riescano a tenere il passo con la crescita dei consumi legati all'intelligenza artificiale.

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