Uber, maxi multa da 966 milioni di dollari: il titolo sale comunque
Le azioni di Uber sono salite in borsa nonostante l'annuncio di una sanzione record da 825 milioni di euro, pari a circa 966 milioni di dollari, inflitta dall'Autorità olandese per la protezione dei dati (Autoriteit Persoonsgegevens). Come riporta TipRanks, il mercato ha reagito con relativa indifferenza a una delle multe più salate mai comminate in Europa in materia di protezione dei dati personali.
Il regolatore olandese ha accertato che Uber utilizzava sistemi automatizzati per sospendere, temporaneamente o in modo permanente, gli account degli autisti sospettati di frode oppure penalizzati da valutazioni troppo basse da parte dei clienti, senza garantire un'adeguata revisione umana e senza fornire informazioni sufficienti sulle motivazioni delle decisioni. Una volta bloccato l'account, il conducente non poteva più accettare corse né generare alcun guadagno tramite la piattaforma.
Si tratta della seconda sanzione più alta mai emessa sotto il regime del GDPR europeo, superata solo dalla multa da 1,2 miliardi di euro inflitta a Meta dall'Irlanda nel 2023 (anch'essa oggetto di ricorso da parte della società). La vicenda riguarda pratiche relative al periodo 2020-2022 ed è nata dalle denunce di oltre 170 autisti francesi rivoltisi alla Ligue des droits de l'Homme, che a sua volta ha presentato reclamo all'autorità francese CNIL. Essendo la sede europea di Uber situata nei Paesi Bassi, il caso è stato gestito dall'autorità olandese in base al meccanismo dello "sportello unico" previsto dal GDPR, in cooperazione con l'omologa francese.
Uber ha annunciato che presenterà appello contro la decisione, giudicandola sproporzionata. L'azienda sostiene che soltanto 126 autisti europei sarebbero stati disattivati per basse valutazioni dei clienti nel 2021, e nega che le disattivazioni permanenti siano mai state interamente automatizzate, affermando di aver sempre previsto meccanismi di revisione umana e possibilità di ricorso per i conducenti coinvolti. Proprio per l'intenzione della società di impugnare il provvedimento, la cifra di 966 milioni di dollari potrebbe non coincidere con l'esborso finale effettivo: i grandi contenziosi europei contro le aziende tecnologiche statunitensi possono infatti richiedere anni prima di arrivare a una sentenza definitiva, e in alcuni casi le sanzioni sono state successivamente ridotte o annullate.
Nonostante il peso della sanzione, gli analisti di Wall Street mantengono un giudizio complessivamente positivo sul titolo Uber, con un consenso classificato come "Strong Buy": nei tre mesi precedenti risultano 29 raccomandazioni di acquisto, tre di mantenimento e nessuna indicazione di vendita.