Risiko bancario, risiki aziendali. Verso un nuovo non mercato?

Com’era prevedibile, la reazione della banca Intesa Sanpaolo alla contromossa di Monte dei Paschi di Siena, per le grandi manovre messe in atto per acquisirla, non si sono fatte attendere. (per gli appassionati, qui i particolari dell’agenzia Ansa)
Mps aveva reagito con altrettanta operazione di grandi acquisizioni, sì da osteggiare la manovra di Intesa. Ora siamo arrivati alla richiesta di intervento di Consob che Intesa auspica gli dia ragione sotto diversi profili, tra cui il più determinante è sicuramente quello che, rifacendosi ad una frase pronunciata da Alberto Sordi nel film “Il marchese del Grillo”, potrebbe essere "Io so' io e voi non siete un cazzo!".
Sia chiaro che siamo in presenza di qualcosa che potremmo chiamare “democrazia bancaria”, dove tutto quello che si vede e sente è legittimo.
Diverso il discorso se prendiamo in considerazione gli eventuali risultati e gli altrettanti risultati delle operazioni in corso perché l’attaccato (Mps) non ceda. Ci saranno innegabilmente meno banche.
Lode ai tentativi di alcune banche di rafforzarsi e meglio contare sul mercato italiano, europeo e mondiale. Perplessità se questo rafforzamento significasse il venir meno di quella differenziazione che è anima di mercato e concorrenza. e che - senza neanche tanto esagerare - possiamo chiamare oligopolio, financo monopolio. Chi dovesse detenere queste forme di trust, non sarebbe esente da servizi e offerte che i risparmiatori sarebbero “costretti” a scegliere. Per due motivi: pressoché le uniche presenti sul mercato, obbligo di fatto di essere clienti di una banca, ché altrimenti, in alcuni casi - neanche tanto estremi - non si riuscirebbe neanche a percepire lo stipendio, noleggiare un’auto, fare acquisti a prezzi decenti, avere meno spese per utenze e acquisti vari, etc..
L'Antitrsut nazionale ed europeo dovrebbe servire proprio alla bisogna, ma ci viene qualche dubbio proprio pensando, anche lì oltre che in Consob, al "marchese del Grillo".
Il nostro sistema politico ed economico ha comunque considerato questi problemi. Per esempio ha reso obbligatorio il conto base, con certe condizioni minime per l’accesso e con costi e uso contenuti.
Ma sta di fatto che proprio nei giorni scorsi Bankitalia è intervenuta per le difficoltà dei risparmiatori a fruire di questo servizio, benché sia operativo dal 2012. Quindi qualcosa non funziona, ed è troppo presto per valutare l’impatto del richiamo di Bankitalia… ma siamo pessimisti.
Va da sé che in questo contesto le operazioni in corso di Intesa e la contromossa di Mps, danno quantomeno una preoccupazione: non è che domani ci si ritroverà con meno scelte, più costi e meno qualità?
Certo, ci dovrebbe sempre essere l’alternativa “popolare” e statale di Poste, ormai banca a tutti gli effetti anche se, a differenza delle banche “private”, talvolta è poco elastica. Ma anche in questa “nicchia” di mercato non tira aria buona, visto che Poste si è messa in testa di diventare una sorta di mega-azienda di Stato che si occupa un po’ di tutto: l’acquisizione in corso di Tim è proprio così.
Al momento osserviamo ed evidenziamo alcune potenziali criticità. E ci “limitiamo” a consigliare ai risparmiatori di informarsi sempre, anche per i servizi più banali, prima di diventare clienti di pinco o di pallo.
Qui il video sul cabale YouTube di Aduc