Lunedì 3 agosto 2026
Menu

Narco-sottomarini e navi madri: l'Europa non riesce a fermare la cocaina

U.E.
Notizia ·

Un'ondata crescente di cocaina continua ad arrivare in Europa dal Sud America, e le autorità del continente faticano a contrastarla efficacemente. A dirlo è un reportage dell'Australian Financial Review, che descrive come i trafficanti utilizzino metodi sempre più sofisticati per trasportare enormi quantità di droga attraverso l'Oceano Atlantico: dai sottomarini semisommergibili artigianali alle grandi navi madri, passando per imbarcazioni veloci.

 

I cosiddetti "narco-sub" — mezzi semisommergibili a basso costo, costruiti spesso nelle giungle colombiane — navigano quasi invisibili, con appena la sommità dello scafo fuori dall'acqua, verniciata di grigio-blu per mimetizzarsi con le onde dell'Atlantico. Il tasso di intercettazione di questi mezzi è stimato tra il 5 e il 10%: significa che la stragrande maggioranza dei carichi riesce a raggiungere le coste europee senza essere fermata.

 

Il capo della polizia antidroga portoghese, Artur Vaz, ha recentemente dichiarato che l'Europa è letteralmente inondata di cocaina, sottolineando come i margini di profitto enormi rendano il traffico praticamente impossibile da scoraggiare: anche quando un'imbarcazione viene sequestrata, il rischio resta ampiamente compensato dai guadagni. Le organizzazioni criminali acquistano la droga in America Latina e la rivendono sui mercati europei a prezzi che garantiscono profitti straordinari.

 

Sul fronte dei sequestri, le autorità portoghesi hanno recentemente intercettato un narco-sub a metà Atlantico con 1,7 tonnellate di cocaina a bordo. In un'operazione più recente, battezzata "Nautilus" e condotta con il supporto della DEA statunitense, è stato fermato un altro semisommergibile con quasi 6,5 tonnellate di droga a bordo, a circa 500 miglia nautiche a sud delle Azzorre — un quantitativo pari a quasi un quarto dell'intero record annuale di sequestri portoghesi del 2024, che ammontava a 23 tonnellate. Nonostante questi risultati, le autorità riconoscono apertamente che molti altri carichi riescono a sfuggire ai controlli.

 

I principali punti di ingresso della droga in Europa sono i grandi porti commerciali — Anversa, Rotterdam e Amburgo in testa — dove l'enorme volume di container movimentati rende estremamente difficile il controllo sistematico. Anche l'Africa occidentale svolge un ruolo crescente come zona di transito: paesi come Guinea-Bissau e Mali vengono utilizzati dalle organizzazioni criminali per stoccare e redistribuire la cocaina diretta verso il continente europeo.

 

A differenza degli Stati Uniti, che hanno adottato tattiche più aggressive contro le imbarcazioni sospettate di traffico, le autorità europee privilegiano generalmente l'intercettazione e l'arresto degli equipaggi, nell'ottica di smantellare le reti di distribuzione risalendo alle filiere criminali. Tuttavia, la pressione per un approccio più incisivo è in crescita, e Frontex — l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera — è stata recentemente coinvolta in operazioni marittime di grande scala contro il narcotraffico.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →