Narcos colombiani in Ucraina per imparare a usare i droni da guerra

I cartelli della droga colombiani starebbero infiltrando propri uomini nelle fila delle forze armate ucraine con un obiettivo preciso: acquisire competenze avanzate nell'uso dei droni militari per poi trasferirle alle operazioni criminali in America Latina. È quanto rivela un'inchiesta del Financial Times, ripresa da diverse testate internazionali.
Secondo quanto riportato, i gruppi criminali colombiani avrebbero compiuto ripetuti tentativi, nell'arco dell'ultimo anno, di inserire propri affiliati nell'esercito ucraino, travestiti da volontari stranieri. Lo scopo non sarebbe né ideologico né di solidarietà con Kiev, bensì puramente tecnico: fare esperienza in prima linea con i cosiddetti droni FPV (first-person view), sistemi a basso costo ma ad alto potenziale offensivo che si sono rivelati uno degli strumenti bellici più efficaci del conflitto.
Tra le competenze che i cartelli cercherebbero di acquisire figurano la cifratura dei canali di comunicazione, la configurazione di droni con connessioni in fibra ottica — capaci di eludere i sistemi di disturbo elettronico — e le tecniche di impiego coordinato in scenari di combattimento. Stando alle fonti citate dal Financial Times, a fianco dei colombiani risulterebbero coinvolti anche elementi riconducibili ai cartelli messicani, in particolare al Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG), già noto per disporre di unità dedicate esclusivamente all'uso militare dei droni.
La ragione strategica di questo "tirocinio" di guerra è chiara: finora l'esercito colombiano ha neutralizzato il 96% degli attacchi con droni esplosivi condotti dai gruppi criminali semplicemente disturbando le frequenze radio. Per aggirare questa difesa, i cartelli avrebbero deciso di puntare sui droni a guida in fibra ottica, immuni ai sistemi di jamming, e di formare propri operatori specializzati direttamente sul campo di battaglia ucraino.
Funzionari della sicurezza e operatori umanitari hanno lanciato l'allarme: questi meccanismi di reclutamento rischiano di consentire alla criminalità organizzata di appropriarsi di tecnologie belliche sviluppate in uno dei conflitti armati più intensi dell'era contemporanea. "Gli schemi di reclutamento sono molto complessi, ma ciò che mi preoccupa di più è il livello di specializzazione che stanno acquisendo", ha dichiarato al Financial Times un operatore umanitario colombiano attivo in Ucraina.
Le autorità militari ucraine hanno dichiarato di essere consapevoli del rischio e di aver introdotto misure di screening per individuare i reclutati sospetti. Indagini condotte dall'intelligence ucraina, in collaborazione con quella messicana, avrebbero già portato all'identificazione di diversi individui che si erano infiltrati con documenti falsi, inclusi ex combattenti delle FARC colombiane e veterani delle forze speciali messicane.