Giovedì 20 agosto 2026
Menu

Il Tribunale amministrativo apre ai rimpatri di giovani afghani

EUROPA - SVIZZERA
Notizia ·

Il Tribunale amministrativo federale svizzero (TAF) ha stabilito che la Confederazione può rimpatriare in Afghanistan i richiedenti asilo, purché sussistano "circostanze individuali favorevoli" e non vi sia il rischio di una minaccia concreta da parte del regime talebano. Come riporta la RSI - Radiotelevisione svizzera, si tratta di una sentenza di riferimento destinata ad avere ripercussioni su un numero rilevante di procedure pendenti.

 

La decisione arriva dopo un anno e mezzo in cui la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha respinto le domande di circa duecento cittadini afghani. Contro questi provvedimenti di allontanamento erano stati presentati numerosi ricorsi, rimasti in attesa proprio di una pronuncia del TAF che fissasse i criteri generali da applicare. La sentenza è ora definitiva e non potrà essere impugnata davanti al Tribunale federale.

Il caso concreto esaminato dai giudici riguarda un giovane afghano che aveva presentato domanda d'asilo alla fine dello scorso anno. La SEM aveva respinto la richiesta perché si tratta di un giovane uomo in buona salute e senza obblighi familiari a suo carico. Il TAF ha confermato la valutazione della SEM, stabilendo che il ragazzo non sarebbe esposto a un pericolo particolare da parte dei talebani in caso di ritorno nel proprio paese, e che dunque i requisiti per il rimpatrio risultano soddisfatti.

 

Con questa pronuncia il tribunale ha aggiornato la propria valutazione sulla situazione di sicurezza in Afghanistan, ritenendo che le condizioni generali siano migliorate dopo la presa del potere da parte dei talebani. Restano tuttavia segnalate come preoccupanti la situazione sociale, economica e umanitaria del paese. Il TAF sottolinea inoltre che l'aspetto dei diritti umani continua a essere particolarmente critico per le donne, così come per le minoranze religiose ed etniche.

 

Il principio generale stabilito dalla sentenza resta comunque quello dell'inammissibilità del rimpatrio verso l'Afghanistan: le eccezioni sono possibili solo quando, come nel caso trattato, si presentano circostanze individuali particolarmente favorevoli. Non è ancora chiaro, sottolinea la RSI, se questa decisione possa essere applicata automaticamente a tutti i ricorsi attualmente pendenti presso il tribunale, ognuno dei quali richiederà comunque una valutazione caso per caso.

 

La svolta era già stata anticipata nei giorni precedenti da altri organi di informazione svizzeri, che avevano riportato come, secondo il TAF, il rimpatrio riguardi in particolare giovani uomini sani, appartenenti all'etnia maggioritaria pashtun, con esperienza professionale e una rete familiare di riferimento nel paese d'origine, ad esempio a Kabul. L'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) ha criticato duramente la sentenza, ritenendo inaccettabile in linea di principio qualsiasi allontanamento verso l'Afghanistan, un paese governato da quello che l'organizzazione definisce un regime arbitrario. L'OSAR ha inoltre confermato che sono circa 260 i procedimenti attualmente pendenti contro provvedimenti di rinvio verso l'Afghanistan.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →