ABI: credito in ripresa, prestiti +3,4% e mutui casa al 3,56%
Il credito bancario in Italia continua la sua fase di espansione. Secondo il Rapporto mensile dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana) riferito ad agosto 2026, il totale dei prestiti a famiglie e imprese è cresciuto del 3,4% su base annua, in accelerazione rispetto al +3,3% registrato a luglio. La crescita prosegue ininterrotta da marzo 2025 e ha riportato i finanziamenti complessivi sui livelli di ottobre 2022. Per le famiglie si tratta del ventesimo mese consecutivo di aumento dei prestiti, mentre per le imprese è il quattordicesimo mese di fila.
Sul fronte dei costi, il quadro è però meno favorevole per chi acquista casa. Il tasso medio sul totale dei prestiti in essere, cioè su tutti i finanziamenti sottoscritti negli anni e ancora attivi, è salito al 4,19% (dal 4,17% di luglio). Il tasso medio sui nuovi mutui per l'acquisto di abitazioni è aumentato al 3,56%, con un incremento di 16 punti base rispetto al mese precedente: si tratta del valore più alto registrato dall'agosto 2024. Al contrario, il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese è sceso al 3,66%, in calo di 13 punti base sul mese precedente.
Il vice direttore generale vicario dell'ABI, Gianfranco Torriero, ha commentato che circa tre mutui su quattro già sottoscritti sono a tasso fisso, un dato che immunizza la maggior parte delle famiglie dagli aumenti dei tassi di interesse. Torriero ha sottolineato la differenza rispetto al periodo 2006-2007, quando a prevalere erano invece i mutui a tasso variabile, che esponevano le famiglie in modo più diretto alle oscillazioni del costo del denaro. Il dirigente ha però avvertito che sarà necessario osservare l'evoluzione di uno scenario economico "in peggioramento", segnato da una dinamica del Pil poco brillante e da un deterioramento delle attese degli imprenditori, chiedendosi quale possa essere il riflesso sulla rischiosità complessiva dei portafogli bancari.
Il rapporto ABI fornisce anche un quadro della raccolta bancaria. La raccolta diretta complessiva, che comprende depositi e obbligazioni, è aumentata del 2,3% su base annua, raggiungendo 2.152,6 miliardi di euro. I depositi bancari sono cresciuti dell'1,8% (dopo il +2,4% del mese precedente), mentre la raccolta a medio e lungo termine tramite obbligazioni è salita del 6%. Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso si è attestato all'1,73%.
Migliora anche la qualità del credito: i crediti deteriorati netti sono scesi a 28 miliardi di euro a luglio, in calo rispetto ai 28,6 miliardi di marzo 2026 e ai 29,1 miliardi di dicembre 2025, pari all'1,30% del totale dei crediti. Dal picco di 196,3 miliardi di euro raggiunto nel 2015, la riduzione complessiva supera oggi i 168 miliardi di euro.