I cartelli della droga sempre più armati di esplosivi

I cartelli della droga messicani stanno intensificando l'uso di autobombe, droni carichi di esplosivo e ordigni improvvisati, una tendenza che rischia di complicare ulteriormente i già tesi rapporti con l'amministrazione statunitense di Donald Trump, che ha più volte minacciato interventi militari diretti contro le organizzazioni criminali messicane. Lo riporta l'agenzia Associated Press, in un'inchiesta ripresa da diverse testate tra cui il Washington Post.
L'episodio più recente risale alla notte tra sabato e domenica scorsi a Ojocaliente, cittadina dello stato di Zacatecas, nel centro-nord del Messico, a circa 580 chilometri a nord-ovest di Città del Messico. Un veicolo imbottito con circa 200 chili di materiale esplosivo è stato fatto detonare davanti al comando della polizia municipale. Nessuno è morto, ma l'esplosione ha ferito 11 persone e danneggiato oltre 60 abitazioni nel centro cittadino, come ha confermato il responsabile della sicurezza messicana Omar García Harfuch durante una visita a Zacatecas insieme alla presidente Claudia Sheinbaum.
Secondo quanto riferito dal procuratore generale dello stato, Cristian Paul Camacho, soltanto nel corso di quest'anno Zacatecas ha registrato 23 attacchi con esplosivi, sei dei quali realizzati con automobili o motociclette imbottite di tritolo. Il territorio è da tempo conteso tra il cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG) e il cartello di Sinaloa, entrambi impegnati da anni in una guerra per il controllo della regione.
Gli esperti sottolineano come, pur destando crescente preoccupazione in Messico, la portata di questi attacchi resti ancora nettamente inferiore rispetto alla violenza registrata in altri paesi, come la Colombia. Victor Manuel Sánchez, docente dell'Università di Coahuila che da decenni monitora il fenomeno delle autobombe nel paese, ha ricordato che un primo episodio di questo tipo risale al 1994 a Guadalajara, quando il cartello di Tijuana colpì Ismael «El Mayo» Zambada, cofondatore del cartello di Sinaloa, poi condannato negli Stati Uniti. Più recentemente, secondo il professore, è stato il CJNG a fare un uso crescente di esplosivi, mano a mano che espandeva la propria presenza sul territorio nazionale. Le autorità hanno attribuito al gruppo due attentati avvenuti nei centri di piccole città: uno in Michoacán lo scorso dicembre, con cinque morti, e quello di domenica a Zacatecas.
La designazione da parte dell'amministrazione Trump di otto cartelli messicani come organizzazioni terroristiche straniere - e il ricorso a questa cornice giuridica per giustificare eventuali azioni militari - ha reso il tema particolarmente delicato, anche perché la legittimità di simili interventi è oggetto di contestazione sia negli Stati Uniti sia a livello internazionale. Alcuni analisti, come il ricercatore Pérez Ricart citato dall'agenzia AP, mettono in guardia dall'applicare al crimine organizzato le stesse strategie pensate per il contrasto al terrorismo, ricordando che nel narcotraffico l'avversario non è soltanto un gruppo armato, ma un intero mercato illegale.