Martedì 1 settembre 2026
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Presidente Regione Piemonte: un posto in Rsa dovrà garantirne cinque a domicilio

U.E. - ITALIA
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Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha annunciato una riforma del modello di assistenza agli anziani non autosufficienti basata su un nuovo criterio: per ogni posto letto convenzionato in una residenza sanitaria assistenziale (RSA), la struttura dovrebbe farsi carico anche dell'assistenza domiciliare di altri quattro o cinque anziani rimasti a casa. Come riporta La Stampa, Cirio ha dichiarato che le strutture che vogliono la convenzione per il letto fisso dovranno assistere non solo chi occupa quel posto, ma anche altri anziani ancora a domicilio, specificando che si tratterebbe di persone anziane in condizioni di salute non gravemente compromesse. L'annuncio è arrivato nell'ambito di un vertice tra il presidente piemontese e monsignor Vincenzo Paglia, dedicato a un piano regionale che punta a congelare l'apertura di nuovi posti letto nelle RSA per destinare risorse al potenziamento di task force di assistenza domiciliare, vincolate a quote fisse legate ai posti convenzionati già esistenti. All'interno di questo disegno, la Regione Piemonte ha rivendicato un potenziamento degli investimenti di oltre dieci milioni di euro all'anno, oltre all'orientamento dei futuri fondi europei verso questo obiettivo. La proposta ha immediatamente sollevato perplessità tra le associazioni che si occupano di diritti degli anziani non autosufficienti. Maria Grazia Breda, presidente della Fondazione promozione sociale, ha posto una domanda rimasta senza risposta da parte dell'assessorato alla Sanità: se la sanità piemontese sia disposta a mettere più risorse per garantire la convenzione anche ai malati che oggi pagano rette dai tremila ai quattromila euro al mese per il ricovero in struttura. Breda ha inoltre richiamato la definizione delle RSA come Centri Residenziali Multiservizi, ricordando che il decreto attuativo della legge 33 stabilisce che il Servizio sanitario nazionale deve garantire alle persone anziane non autosufficienti i trattamenti sanitari, di lungoassistenza e di recupero funzionale necessari, con la compartecipazione delle Asl secondo quanto previsto dai Livelli essenziali di assistenza (Lea). Secondo questa lettura, prima che una RSA possa attivare prestazioni domiciliari verso l'esterno, dovrebbe garantire una copertura assistenziale più ampia di quella attuale per chi già si trova ricoverato in struttura. La proposta di Cirio si inserisce in un dibattito più ampio sulla non autosufficienza in Italia, che vede da un lato regioni e amministrazioni cercare soluzioni per contenere la spesa e ridurre le liste d'attesa per l'ingresso nelle RSA, dall'altro associazioni e forze di opposizione denunciare la cronica carenza di risorse strutturali destinate sia alla residenzialità sia alla domiciliarità.

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