Venerdì 11 settembre 2026
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Restinco, la CEDU condanna di nuovo l'Italia per minori detenuti illegalmente

U.E. - ITALIA
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La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo torna a condannare l'Italia per il trattamento riservato ai minori stranieri non accompagnati. Con la decisione del 3 settembre 2026 relativa al caso B.C. contro Italia (ricorso n. 42909/23), i giudici di Strasburgo hanno accertato la detenzione illegittima di un quindicenne originario della Costa d'Avorio, trattenuto nel Centro di Accoglienza di Restinco, in provincia di Brindisi, e hanno disposto a suo favore un risarcimento del danno.

Come riporta ASGI, l'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione che ha seguito il caso, il ragazzo era arrivato in Italia a inizio agosto 2023. Dopo le procedure di accertamento dell'età, è stato trattenuto dal 6 ottobre al 22 dicembre 2023 nel centro di Restinco, una struttura il cui contratto di gestione era predisposto esclusivamente per adulti. Nonostante questo, all'epoca dei fatti nel centro si trovavano ben 88 minorenni, ospitati in una struttura non pensata né attrezzata per loro.

 

Il trasferimento del ragazzo in un centro per minori del Sistema Nazionale di Accoglienza è avvenuto solo dopo un'istanza presentata alla Corte EDU ai sensi dell'articolo 39 del suo Regolamento, e comunque dopo due mesi e mezzo di permanenza a Restinco. Un altro elemento critico riguarda la tutela legale del minore: fino a luglio 2024 il suo tutore è stato individuato nella stessa persona che gestiva il centro di Restinco, una sovrapposizione di ruoli che solleva evidenti dubbi sulla effettiva indipendenza della tutela.

 

Il ricorso alla Corte di Strasburgo è stato presentato dagli avvocati Marina Angiuli e Dario Belluccio, con il supporto della dottoressa Erminia Sabrina Rizzi. La Corte ha riscontrato la violazione dell'articolo 5, commi 1, 2 e 4 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, rilevando l'assenza di una base giuridica chiara che regolasse la detenzione del minore. Questa carenza ha impedito al ragazzo sia di conoscere i motivi legali della privazione della libertà personale, sia di poterla contestare efficacemente davanti a un giudice.

 

ASGI ricorda di aver denunciato già a partire dal 2016 l'inidoneità strutturale del centro di Restinco a ospitare minori. L'associazione accosta questa nuova pronuncia ad altre condanne già inflitte all'Italia dalla Corte EDU per situazioni analoghe, riguardanti i centri di Crotone, l'hotspot di Taranto e la struttura di Contrada Cifali a Ragusa, oltre alla sentenza Darboe e Camara, altro caso simbolo delle criticità del sistema di accoglienza italiano per i minori stranieri non accompagnati.

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