Uneba: nel 2050 più anziani soli e fragili, servono più Rsa
Entro il 2050 l'Italia dovrà fare i conti con un numero crescente di anziani, di grandi anziani, di anziani fragili e di anziani che vivono soli. È l'allarme lanciato da Uneba, l'associazione che riunisce centinaia di Rsa e altri servizi per anziani fragili e non autosufficienti, in gran parte enti non profit di ispirazione cristiana, che ha rilanciato un appello alla politica basandosi sulle proiezioni demografiche dell'Istat.
"Cara politica, se non ascolti noi, ascolta almeno l'Istat!", è la provocazione con cui l'associazione ha voluto richiamare l'attenzione delle istituzioni sui dati diffusi dall'istituto di statistica. Il presidente nazionale di Uneba, Franco Massi, ha sottolineato che le previsioni demografiche confermano un trend ormai consolidato: gli anziani, i grandi anziani, gli anziani fragili e quelli soli sono destinati ad aumentare progressivamente, e "l'Italia non può e non deve lasciarli a se stessi", ha dichiarato Massi, aggiungendo che bisogna "agire subito" perché "le risposte concrete sono ancora poche" nonostante le sollecitazioni ripetute da anni.
Tra i dati citati, quello sulla solitudine degli anziani è tra i più significativi: secondo l'Istat, nel 2050 le persone over 65 che vivono sole potrebbero salire a 6,6 milioni, contro i 4,6 milioni attuali, arrivando a rappresentare più di un italiano su dieci. Per Massi "di solitudine si può anche morire", ed è per questo che Uneba torna a chiedere un piano straordinario per i centri diurni dedicati agli anziani, strutture che garantiscono socialità e assistenza ma che oggi restano troppo poche sul territorio nazionale.
Un altro dato che l'associazione mette in evidenza riguarda i cosiddetti "grandi anziani": le persone con più di 85 anni, che rappresentano la fascia di popolazione con i bisogni assistenziali e sanitari più marcati e che oggi costituiscono la maggioranza degli ospiti delle Rsa. Nel 2025 questa fascia rappresenta il 4,1% della popolazione italiana, ma secondo le stime Istat salirà al 7% entro il 2050. Proprio guardando a questa crescita, Uneba rilancia la richiesta di aumentare i posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali, oggi al di sotto della media europea.
L'appello di Uneba non si limita alle Rsa e ai centri diurni: l'associazione chiede anche maggiori risorse per l'assistenza domiciliare, ritenuta uno strumento fondamentale per rispondere ai bisogni di una popolazione anziana sempre più numerosa e fragile. Tra le proposte figura inoltre l'inserimento dei futuri ospedali di comunità direttamente all'interno delle Rsa, sfruttando le competenze professionali e gli spazi già disponibili in queste strutture.
L'associazione richiama infine un altro elemento demografico destinato a incidere sul sistema sociosanitario: il calo della popolazione in età lavorativa, che secondo le proiezioni si ridurrà di quasi tre milioni di persone entro il 2050. Una contrazione che, unita all'aumento della popolazione anziana, renderà secondo Uneba indispensabile una razionalizzazione dei servizi sociosanitari, per evitare che il sistema di assistenza agli anziani non autosufficienti si trovi sotto una pressione insostenibile.