300 droni dei cartelli abbattuti al confine col Messico nel 2026

L'esercito degli Stati Uniti ha reso noto di aver abbattuto oltre 300 droni sospettati di essere collegati ai cartelli della droga lungo il confine con il Messico dall'inizio del 2026, di cui 100 nel solo mese di agosto. Come riporta NewsNation, il dato arriva dallo Joint Task Force-Southern Border, unità che opera sotto il comando dello US Northern Command (USNORTHCOM).
Le forze armate statunitensi hanno impiegato anche un laser ad alta energia per distruggere alcuni dei velivoli senza pilota, in un'operazione condotta nei pressi di Fort Bliss, in Texas. Le autorità militari non hanno specificato con precisione dove siano avvenuti gli abbattimenti né se le intercettazioni siano avvenute sul lato statunitense o su quello messicano del confine, e non hanno identificato quale specifico cartello messicano fosse responsabile delle operazioni con i droni.
Circa 8.000 militari dello Joint Task Force risultano dispiegati lungo i 1.954 miglia di confine meridionale. Dall'avvio della missione, nel marzo 2025, le truppe hanno condotto decine di migliaia di pattugliamenti di sorveglianza lavorando fianco a fianco con l'esercito messicano. Secondo i funzionari federali citati da NewsNation, questi sforzi hanno rafforzato la capacità di analisi situazionale della Customs and Border Protection (CBP), migliorato i tempi di risposta e sostenuto gli sforzi per contrastare le attività illecite transfrontaliere.
Le autorità statunitensi collegano l'uso dei droni al traffico di droga, al contrabbando e alla sorveglianza delle forze dell'ordine e militari da parte delle organizzazioni criminali transnazionali. Diversi cartelli messicani della droga sono stati designati come organizzazioni terroristiche straniere dall'amministrazione Trump, e Stati Uniti e Messico si sono impegnati a collaborare per contrastare il traffico di fentanyl e altri stupefacenti.
Il ministro della Difesa messicano, Ricardo Trevilla, ha offerto però una lettura diversa dei fatti, sostenendo che i droni servirebbero soprattutto ai trafficanti di migranti per individuare i tratti di confine non presidiati dalle autorità, più che al traffico di droga vero e proprio. Nonostante questa versione, le stesse autorità messicane hanno anche segnalato l'uso di droni da parte dei cartelli in attacchi contro gruppi criminali rivali e contro il personale di sicurezza.
L'episodio più grave legato all'uso offensivo di questi velivoli risale all'ottobre dello scorso anno, quando un drone carico di esplosivo aveva colpito la sede della procura di Tijuana, causando danni materiali ma senza provocare vittime.